Acqua azzurra a Portopalo: 4 mesi di tempo per salvare i lavoratori dell’impianto di itticoltura

Chiesta audizione alle commissioni dell'Ars Lavoro e Attività produttive. Il deputato Cafeo: "massima attenzione per le sorti dei lavoratori"

Quattro mesi di tempo per salvare i lavoratori dell’impianto di itticoltura Acqua azzurra. Lunedì si è svolta, nello stabilimento di produzione in contrada Vulpiglia, lungo la strada che collega Marzamemi a Portopalo, un’assemblea tra lavoratori, proprietà e sindacati, in cui è stato fatto il punto della situazione a seguito degli immani danni che hanno distrutto l’azienda e causato la perdita del prodotto. La società, rappresentata da Margherita Grillo, ha avuto danni per 16 milioni di euro di danni, dovuti alla perdita di 1 milione e 500 mila tonnellate di pesci dispersi per la rottura delle gabbie, ed è stato annunciato l’avvio della procedura di licenziamento per 95 lavoratori, che durerà 120 giorni.

“E se non si trovano soluzioni – ha spiegato Domenico Bellinvia, della Flai Cgil –, per tutelare i lavoratori e anche l’azienda, sarà un dramma. Abbiamo chiesto un’audizione alle commissione regionali al Lavoro e alle Attività produttive. La proprietà, che viene già da un brutto periodo, ha intenzione di andare avanti a denti stretti ma il problema sarà cosa faranno i lavoratori nei mesi (da 18 a 20) necessari per il riassesto”.

Presente all’assemblea il deputato regionale del Pd, Giovanni Cafeo, segretario della III commissione Attività produttive dell’Ars, che ha chiesto “massima attenzione sulla vicenda – ha dichiarato il parlamentare regionale democratico -, priorità per le sorti dei lavoratori e del comparto’’. Cafeo ha confermato le audizioni, comunicando che l’Irfis sta seguendo la vicenda, così come il direttore generale della Protezione Civile che ha inviato alla Giunta regionale l’ordinanza per il riconoscimento dello stato di calamità.

Il nostro territorio – ha continuato il parlamentare regionale – non potrebbe sopportare un ulteriore rischio sociale legato alla perdita di 95 posti di lavoro. Verificheremo la possibilità di accelerare l’iter per lo sblocco dei fondi per le calamità relativo a pesca ed acquacoltura, ferma restando la richiesta di riconoscimento di calamità naturale da parte del Governo regionale al Governo nazionale”. Sabato ha visitato l’azienda anche il deputato nazionale Maria Marzana, del M5S.


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