Il consorzio Granelli ricorre al Tar e chiede i danni al sindaco di Pachino

Il legale del consorzio ha inoltre chiesto ai giudici amministrativi, la condanna del sindaco al risarcimento del danno conseguente alla adozione della requisizione in misura non inferiore a centomila euro

Finisce davanti ai giudici del Tribunale amministrativo di Catania la vicenda dell’acqua a Granelli, località balneare che ricade nel territorio di Pachino. Per villeggianti e residenti la stagione estiva è stato un vero e proprio calvario, con rubinetti all’asciutto e “danni irreparabili”, come scrive il consorzio ai giudici amministrativi.

L’amministratore pro tempore del Consorzio Granelli, attraverso l’avvocato Mario Fiaccavento, ha presentato ricorso al Tar contro il sindaco del Comune di Pachino, Roberto Bruno e del Ministero dell’Interno per l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza sindacale 47 del 6 luglio 2018, con la quale è stata ordinata la requisizione in uso per la durata di 3 mesi del Comune di Pachino, salvo proroga che potrà disporsi dalla competente autorità, e previa notifica ai proprietari interessati, degli impianti, delle infrastrutture e degli eventuali immobili del consorzio Granelli.

Il legale del consorzio ha inoltre chiesto ai giudici amministrativi, la condanna del sindaco del Comune di Pachino, quale ufficiale di Governo e del Ministero dell’interno al risarcimento del danno conseguente alla adozione della requisizione in misura non inferiore a centomila euro o in quella diversa che sarà precisata a termini di rito, oltre rivalutazione ed interessi al saldo. Nel ricorso viene che nel 2007 è stato costituito e ha come scopo – senza fine di lucro – la fornitura e distribuzione di acqua, imbottigliata o meno, per uso domestico e anche potabile nonché per irrigazione di terreni. Al consorzio Granelli possono partecipare, senza esclusione alcuna, a semplice domanda, cioè liberamente e senza limitazione alcuna, i proprietari ed aventi causa a qualsiasi titolo su terreni agricoli e fabbricati a Pachino contrade Granelli e Chiappa e zone umide vicine.

Il consorzio Granelli ha, oramai da tempo – è scritto nel ricorso – “realizzato in proprio tutte le opere necessarie per il raggiungimento dello scopo anzidetto (strutture, apparecchiature tecniche, tubazioni; trivelle; pompe di captazione e mandata; nonché ogni altro ulteriore elemento occorrente); ed è dotato delle necessarie autorizzazioni di attingimento: da anni assicura la fornitura d’acqua agli utenti della zona, che – come risulta dalle premesse di fatto dello stesso provvedimento in questa sede impugnato – è caratterizzata . . . da una notevole componente turistica-stagionale-fluttuante . . . ; e, tuttavia, è del tutto sguarnita di qualsivoglia servizio pubblico di erogazione idrica, in quanto da sempre sprovvista dell’impianto di acquedotto comunale”.

In buona sostanza i proprietari degli immobili della zona si sono auto-organizzati e hanno in tal modo realizzato in proprio un servizio di erogazione idrica locale autosufficiente. Secondo i ricorrenti, ci sarebbe stato un eccesso di potere in quanto il provvedimento contingibile deve essere giustificato dalla imprevedibilità dell’evento, intesa come accadimento che si pone al di fuori dell’ordinato svolgersi degli avvenimenti, così che il concetto di contingibilità rinvia a un evento che, deviando dalla catena regolare e regolata degli avvenimenti non può essere affrontata che con strumenti extra ordinem. E in questo caso, per il consorzio, l’ordinanza contingibile ed urgente oggi impugnata è stata adottata in carenza di potere e in difetto dei necessari presupposti normativi, fattuali e temporali.

Infatti, la progressiva antropizzazione delle contrade Granelli e Chiappa costituisce un fenomeno risalente nel tempo, che ha determinato la urbanizzazione spontanea della zona non già ex abrupto, cioè dall’oggi al domani, sebbene lungo un considerevole arco temporale. D’altro canto e specularmente, a propria volta il Comune di Pachino non è stato semplice spettatore passivo di tale fenomeno di massa, ma – al contrario – ne ha preso atto da lunga data, avendo rilasciato numerosissime concessioni edilizie in sanatoria, per effetto delle quali avrebbe pure adeguatamente lucrato le imposte comunali sugli immobili.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo