Omicidio Vizzini a Pachino. Fermati 4 giovani, incastrati dalle telecamere, nonostante il clima di omertà

Dalle modalità e dall’esecuzione dell’omicidio si desume la premeditazione dell’agguato, probabilmente pianificato per un atto intimidatorio subito da Quartarone a febbraio e maturato probabilmente negli ambienti dello spaccio della droga

Al termine di una febbrile attività di polizia giudiziaria scaturita dal grave ferimento di Corrado Vizzini, occorso nella serata del 16 marzo e poi deceduto in ospedale nella mattinata di ieri, agenti della Polizia di Stato, in servizio al commissariato di Pachino, hanno eseguito quattro fermi di indiziato di delitto, emessi dalla Procura della Repubblica di Siracusa nei confronti di Stefano Di Maria (classe 1994), Massimo Quartarone (classe 1995), Sebastiano Romano (classe 1991) già conosciuto alle forze di polizia e Giuseppe Terzo (classe 1993) anch’egli conosciuto alle forze di polizia, tutti residenti a Pachino con l’accusa di omicidio aggravato.

Le indagini, condotte dagli investigatori del Commissariato di Pachino, dirette dal sostituto procuratore Gaetano Bono e coordinate dal Procuratore facente funzioni, Fabio Scavone, si sono avvalse del consueto spirito investigativo degli inquirenti e hanno avuto un valido e decisivo apporto dai riscontri indiziari e probatori emersi dalla visione di alcune telecamere insistenti nella zona dell’agguato.

Infatti, per il clima di omertà registrato dagli investigatori, non ci sono stati contributi provenienti da fonti testimoniali dirette. La vittima, la sera del ferimento, intorno alle 21, stava rincasando, in quanto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di rientro, quando, giunto all’incrocio tra via De Santis e via Dei Mille, veniva raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco che lo ferivano gravemente. Dalle modalità e dall’esecuzione dell’omicidio si desume la premeditazione dell’agguato, probabilmente pianificato per un atto intimidatorio subito da Quartarone nel mese di febbraio e maturato probabilmente negli ambienti dello spaccio della droga nelle zone del pachinese.


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