Pachino, accusato di esportare droga a Malta, scagionato dal coimputato e assolto con formula piena

Il difensore dell'imputato sostenuto che la mancata suddivisione della sostanza stupefacente fosse la prova evidente che Chiaramida ignorasse lo scopo del viaggio

Il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, dottor Elio Manenti, accogliendo le richieste dell’avvocato Paolo Caruso ha assolto Diego Chiaramida, quarantaquattrenne pachinese, dall’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo era stato fermato dalla guardia di Finanza di Pozzallo nell’aprile del 2017 mentre stava per imbarcarsi per Malta insieme ad Amerigo Cultraro. Nel bagaglio di quest’ultimo (la cui pena è stata di recente ridotta in appello a un anno e quattro mesi, con la concessione della condizionale) i finanzieri rinvennero circa tre kg di marijuana e un panetto di hashish del peso di cento grammi mentre nulla fu trovato addosso a Chiaramida.

Il difensore dell’imputato sostenuto che la mancata suddivisione della sostanza stupefacente fosse la prova evidente che Chiaramida ignorasse lo scopo del viaggio. Ove i due fossero stati complici, infatti, avrebbero suddiviso il carico sia per poter meglio occultare il voluminoso quantitativo sia perchè ove solo uno fosse stato controllato l’atro avrebbe portato a destinazione metà del carico, riducendo le perdite.

Il coimputato, anch’egli difeso dall’avvocato Caruso, sin dall’udienza di convalida aveva ammesso di essere l’unico responsabile dichiarando l’estraneità di Chiaramida che si era determinato a fare compagnia all’amico perchè quest’ultimo gli pagava il viaggio e l’alloggio nell’isola. Il giudice sposando le tesi dell’avvocato Paolo Caruso ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.


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