Pachino, arrestato Giovanni Vizzini, presunto autore della sparatoria: è accusato di tentato omicidio. In gravi condizioni Giuseppe Aprile

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'uomo avrebbe usato una pistola calibro 7,65 per ammazzare Aprile raggiunto da due colpi all'altezza dell'addome

Nel corso della notte, Agenti della Polizia di Stato, in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Siracusa, unitamente ai colleghi del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino e con la collaborazione di personale del commissariato di Avola, hanno tratto in arresto Giovanni Vizzini (classe 1986), nato a Noto, già conosciuto alle Forze di Polizia, perché colto nella flagranza del reato di tentato omicidio, commesso nella serata dello scorso 12 febbraio nei confronti di Giuseppe Aprile (classe 1977) già noto alle forze di Polizia.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, sono seguite al ferimento della vittima avvenuto, nella serata di ieri, mediante l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco, mentre l’uomo si trovava con dei conoscenti all’interno di un bar di Pachino. La vittima, attinta da un proiettile all’addome, è stata trasportata all’ospedale Garibaldi di Catania, ove si trova tutt’ora ricoverata in prognosi riservata.

Le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona hanno documentato l’arrivo dell’autovettura in uso all’arrestato, pochi istanti prima che si verificasse il ferimento. La perquisizione della predetta autovettura ha, inoltre, permesso di constatare la presenza di un foro di proiettile sul parabrezza anteriore.

Altri fondamentali elementi sono stati acquisiti grazie al sequestro del telefono cellulare in uso a uno dei soggetti presenti al momento della sparatoria. L’azione di Vizzini sembra costituire l’immediata risposta all’aggressione subita nella stessa sera dal padre di Vizzini nell’abitazione di Pachino dove, poco prima, alcuni cittadini avevano segnalato l’esplosione di diversi colpi arma da fuoco.

La perquisizione eseguita presso l’abitazione del genitore ha permesso di rinvenire e sequestrare alcuni indumenti sporchi di sangue. L’intera vicenda pare dunque inquadrarsi in una escalation di violenza tra pregiudicati locali, generata da futili motivi.


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