Pachino, Borrometi dopo le intercettazioni sull’attentato: “sono preoccupato, ma non mi fermo”. E Libera parteciperà alla manifestazione di domani

Il direttore del sito di inchiesta "La Spia" e collaboratore dell'Agi, incassa la solidarietà di tutto il mondo dell'informazione nel corso dell'affollatissima conferenza stampa organizzata da Federazione nazionale della stampa, Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, UsigRai e Articolo 21

Sono preoccupato per ciò che sta accadendo, è ovvio, ma non mi fermo. Il progetto di attentato nei miei confronti era in fase avanzata. Tutto ciò mi sconcerta. Per fortuna sono attorniato da tanti colleghi che mi incoraggiano e non mi fanno sentire solo. Grazie ancora all’Unci per la testimonianza d’affetto, per la vicinanza, e per le battaglie a favore della libertà di stampa e a sostegno dei giornalisti minacciati“. Cosi’ il giornalista Paolo Borrometi, contattato telefonicamente, ha risposto al vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, all’indomani della divulgazione delle intercettazioni che documentano la progettazione di un attentato ai suoi danni.

Nessuno di noi è un eroe o un esempio, siamo solo giornalisti che vogliono continuare a fare il loro lavoro. Ma una cosa la voglio dire con forza: ieri lo Stato ha vinto, perchè è riuscito a intercettare prima quello che poteva accadere e che qualcuno voleva accadesse“. Paolo Borrometi, direttore del sito di inchiesta “La Spia” e collaboratore dell’Agi, incassa la solidarietà di tutto il mondo dell’informazione nel corso dell’affollatissima conferenza stampa organizzata da Federazione nazionale della stampa, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, UsigRai e Articolo 21 (di cui Borrometi è presidente).

Ringrazio tutti i colleghi, a cominciare da quelli dell’Agi – ha premesso il cronista che vive da tempo sotto scorta per le minacce della mafia – e ringrazio i magistrati e le forze dell’ordine che mi riservano un’attenzione costante. Ai cittadini che non denunciano, perchè hanno paura di essere lasciati soli, dico che io e quelli che come me scrivono di queste cose non siamo soli. E a tutti chiedo di farci da scorta mediatica, di aiutarci a far capire che la mafia esiste, che quanti dicono il contrario, loro si’ ci stanno condannando a morte. Il problema non siamo noi, ma i mafiosi che continuano a delinquere nella convinzione di restare impuniti. Certo, se c’è un quotidiano on line della provincia di Ragusa che continua a dire “presunto” di un boss condannato per tutta una serie di reati vuol dire che qualcosa che non va c’è. Così come lascia pensare che, ad esempio, possa esserci un capomafia in libertà al quale viene data la possibilità di rilasciare un’intervista per dire che la mafia non esiste. Questo sì, equivale a lasciarci soli”. 

Dopo il messaggio diffuso ieri, l’Unci ha ribadito la solidarietà al cronista che da quattro anni vive scortato. Un progetto di omicidio del giornalista ragusano, ad opera della mafia, è stato scoperto dagli inquirenti della Dda di Catania nell’ambito di un’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di quattro persone in provincia di Siracusa con l’accusa di avere organizzato un attentato dinamitardo contro l’auto di un’avvocatessa. “Chiediamo agli organi competenti – ha sottolineato Leone Zingales -, alla luce di ciò che è emerso dall’inchiesta della Dda di Catania, di rafforzare i dispositivi di tutela e sicurezza per Borrometi”.

Anche Gregorio Porcaro, coordinatore regionale di Libera in Sicilia, esprime in una nota solidarietà nei confronti di Paolo Borrometi e commenta la notizia di un piano ordito per uccidere il giornalista, sventato grazie al lavoro della Procura antimafia di Catania: “ci rivolgiamo a voi giornalisti seri che cercate di raccontare la verità, anche a costo della vita. Non mollate. La società civile responsabile è con voi – dice – Mi rivolgo alle istituzioni auspicando che Borrometi possa continuare a dare in sicurezza il suo prezioso apporto alla vera informazione. Domani esprimeremo la nostra solidarietà a Paolo Borrometi nel corso della manifestazione cittadina che si svolgerà a Pachino contro gli atti criminali e vandalici subiti nelle ultime settimane dagli imprenditori agricoli del territorio. Aderiremo come Libera Siracusa, invitando tutti i cittadini di buon senso e buona volontà a fare scudo contro questi attacchi alla vita di tutti coloro i quali operano per il bene comune”.


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