Pachino, consorzio Granelli. Gennuso e Bruno sempre più ai ferri corti

Prima la requisizione degli impianti, poi il ricorso al Tar del consorzio e la replica del sindaco che chiede anzi il risarcimento del danno, oggi il parlamentare regionale controreplica

Prosegue la polemica sul consorzio Granelli. Dopo la requisizione estiva degli impianti da parte del Comune, il Consorzio ha presentato ricorso al Tar chiedendo ai giudici amministrativi la condanna del sindaco al risarcimento del danno conseguente all’adozione del provvedimento in misura non inferiore a centomila euro. Il sindaco Roberto Bruno e l’assessore Nicastro hanno replicato ritenendo semmai che “il Consorzio dovrà risarcire il Comune di Pachino per l’attività abusiva posta in essere nel territorio”.

E oggi è il deputato regionale Pippo Gennuso a intervenire nuovamente: “il sindaco di Pachino, mi tira inopinatamente in ballo in merito al ricorso presentato al Tar di Catania sulla vergognosa vicenda dell’acqua a Granelli. Il signor Bruno, lo posso anche capire, è oramai come un pugile suonato che aspetta da un secondo all’altro il colpo del ko, che potrebbe arrivare presto con lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. E guarda caso, le magagne non stanno in casa dell’opposizione. Vorrei ricordare al sindaco di Pachino che io non ricopro alcun ruolo societario nel Consorzio Granelli”. In realtà la Procura di Siracusa nell’operazione “Acque salate” ha indagato il parlamentare ritenendolo amministratore di fatto del Consorzio Granelli e della Granelli Gestione Acquedotto s.r.l.

In ogni caso la provocazione del deputato si conclude “politicamente”, ricordando l’ultimo anno di amministrazione comunale: “lo invito a cercarsi un buon avvocato e non il solito amico, per evitare che quella che Bruno chiama “favola”, diventi l’ulteriore danno per i cittadini di Pachino. Piuttosto gli consiglio di trovarsi un lavoro perché il tempo delle vacche grasse sta per scadere”.


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