Pachino, fuoco a un autocompattatore Dusty: per Salvatore Bosco cadono l’aggravante mafiosa e l’incendio

Questo quanto emerge dalle motivazioni depositate dalla Corte di Cassazione

Solo un danneggiamento col fuoco e non ci sarebbero ipotesi di favoreggiamento della cosca Cappello. Questo quanto emerge dalle motivazioni depositate dalla Corte di Cassazione per Salvatore Bosco.

Difeso dagli avvocati Salvatore Cannata del foro di Catania e Giuseppe Gurrieri del foro di Siracusa, Bosco è stato arrestato lo scorso luglio con l’accusa di danneggiamento a mezzo incendio a danno della società di nettezza urbana “Dusty” di Catania per aver appiccato il fuoco ad un autocompattatore nel cantiere di Pachino. Su ricorso dei due difensori, la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il giovane pachinese.

Dalle motivazioni “emerge – ha raccontato il legale Gurrieri – che non c’è stato alcun pericolo che si potesse sviluppare un incendio, ma il gesto è stato limitato ad un danneggiamento col fuoco dell’autocompattatore. Inoltre, è stata esclusa l’aggravante del metodo mafioso, poiché nessuna prova è emersa in merito all’ipotesi di favoreggiamento della cosca Cappello”.

Salvatore Bosco si trova attualmente in carcere poiché accusato di altri reati.


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