Pachino, indagato l’ex comandante della Polizia Municipale. Il circolo del PD: “bene ha fatto il sindaco a spostarlo”

Il Partito plaude all'iniziativa del sindaco Bruno che a seguito della verifica da parte dei Revisori aveva disposto immediatamente la revoca della responsabilità del comando di Polizia Municipale ed il contestuale trasferimento in altro settore dell’ex comandante, informando dei fatti la Procura della Repubblica di Siracusa

Il Circolo del Partito Democratico di Pachino esprime il proprio sostegno al sindaco di Pachino, Roberto Bruno e al presidente all’amministrazione comunale e al presidente del consiglio, Turi Borgh, “per la scelta fatta a febbraio scorso di prendere seri e decisi provvedimenti a seguito di una verifica di cassa straordinaria condotta dai Revisori dei Conti da cui sono emerse alcune anomalie gestionali e contabili del Comando di Polizia Municipale“.

Nei giorni scorsi all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, i Carabinieri della Stazione di Pachino hanno notificato cinque avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati, tra cui Nicola Campo, classe 1961, all’epoca dei fatti Comandante della Polizia Municipale di Pachino e oggi a capo dell’omologo corpo di Pozzallo, per peculato, abuso d’ufficio e favoreggiamento personale.

Certamente – proseguono dal circolo del PD – non si tratta di una bella pagina per il comune di Pachino e l’intera comunità e finché non ci saranno precise condanne non sarà certo il nostro partito a sostituirsi ai giudici e alla magistratura inquirente.” Il Partito però plaude all’iniziativa del sindaco Bruno che a seguito della verifica da parte dei Revisori aveva disposto immediatamente la revoca della responsabilità del comando di Polizia Municipale ed il contestuale trasferimento in altro settore dell’ex comandante, informando dei fatti la Procura della Repubblica di Siracusa.

Alla luce di quanto accaduto in questi giorni – concludono dal circolo del Partito Democratico -, le scelte fatte allora dall’amministrazione sono risultate opportune e condivisibili, per garantire trasparenza e legalità all’interno dell’ente“.


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