Pachino, lotta alla “tuta absoluta”, l’Ispettorato agrario: “2019 anno di svolta, dimezzati i danni alle produzioni agricole”

Una conferenza sulle tecniche per combattere gli attacchi della larva che causa gravi danni alla produzione del pomodoro

Vincenzo Paternò, Piero Lorefice, Giuseppe Taglia, Giacomo Purromuto e Concetto Calabrese

Un anno di svolta: nel 2019 abbiamo registrato una diminuzione di attacchi in meno alle produzioni agricole da parte della tuta absoluta”. Si è parlato di tecniche e metodi per sconfiggere la larva che causa gravi danni alle produzioni del pomodoro ieri pomeriggio nei locali dell’ex cinema “Diana”, nell’ambito della conferenza “Pillole di difesa Tuta absoluta”. All’incontro, promosso dall’Ispettorato agrario di Siracusa, hanno partecipato molti agricoltori e nel dibattito sono intervenuti Giuseppe Taglia, dell’ Unità operativa assistenza tecnica, dell’Ispettorato dell’agricoltura di Siracusa, Salvatore Lentinello presidente del Consorzio di tutela Igp Pomodoro di Pachino, Michele Giglio dirigente dell’ Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, Giacomo Purromuto, tecnico di Syngenta Italia e gli imprenditori agricoli Concetto Calabrese, Pietro Lorefice e Vincenzo Paternò.

Il quadro che emerge è molto positivo, rispetto agli altri anni. E non solo per i dati raccolti e le interviste fatte dall’Ispettorato ai produttori, che fanno emergere una diminuzione di attacchi della larva, ma soprattutto per la partecipazione e la condizione di buone pratiche da parte degli agricoltori. “Viviamo una situazione favorevole – ha dichiarato Giuseppe Taglia – l’andamento climatico non ha favorito la tuta, rispetto agli altri anni, infatti non è stato registrato un massiccio attacco. Ma c’è anche maggiore consapevolezza da parte dei produttori, che iniziano ad utilizzare nuovi e integrati sistemi”.

Tra le tecniche utilizzate ci sono la rete per non fare entrare la “tuta absoluta” nelle serre, i feromoni per far attirare gli insetti e confonderli. Le piante “trappola” e anche un utilizzo oculato dei prodotti chimici. “E’ un anno di svolta – ha continuato Taglia -, grazie all’informazione e alla condivisione delle buone pratiche, che consentono al produttore di non rimanere da solo preda alle sperimentazioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giacomo Purromuto, agronomo ed esperto tecnico di campo e di agricoltura sostenibile. “Bisogna – ha detto Purromuto – rispolverare le buone pratiche, ovvero una corretta modalità di scelta dei mezzi di controllo e di applicazione degli agro farmaci. L’integrazione ci può permettere di arrivare a controllare con maggiore incisività il fenomeno: non bisogna abbassare la guardia ma gestire bene i mezzi che abbiamo a disposizione. La difesa consapevole e la sostenibilità ambientale, economica e sociale ci consentirà di salvaguardare il comparto”.

Salvo Lentinello, presidente del consorzio di tutela “Igp pomodoro di Pachino”, approfondisce il punto di vista del rispetto della qualità. “Buone pratiche agricole – ha sottolineato Lentinello – ci consentiranno di avere un prodotto che risponda agli standard dei consumatori: sano e con l’utilizzo di meno fitofarmaci. Infatti, riuscire a fornire un prodotto con tecniche sane significa rimanere sul mercato ed essere concorrenziali: la qualità, oramai, non è legata solo ad aspetti organolettici ma anche salutistici”.


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