Pachino, “operazione Araba fenice”: la soddisfazione del sindaco Bruno e del giornalista Borrometi

Il primo cittadino di Pachino e il direttore de "La Spia" si complimentano con le forze dell'ordine per l'operazione svolta stamattina a conclusione di un'intensa attività d'indagine  

Eccellente l’operazione effettuata oggi in città che ridà fiato all’economia sana del territorio in tutti i settori della libera impresa, a partire da quello agricolo“. A dichiararlo è stato il sindaco, Roberto Bruno, a seguito della notizia sugli arresti operati dalla Direzione distrettuale antimafia del tribunale di Catania, svolta oggi all’alba, con cui è stato azzerato il clan Giuliano.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Siracusa, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, hanno documentato, nel periodo che va almeno dal maggio 2015 sino al  maggio 2017, l’esistenza e l’operatività nei territori della zona sud della provincia aretusea, compresi tra i comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero, di una associazione mafiosa denominata clan “Giuliano”, capeggiata dal boss Salvatore Giuliano, la quale, grazie alla forza di intimidazione esercitata dai suoi appartenenti, era in grado di condizionare le attività economiche della zona, traendone indebiti vantaggi, nonché di perpetrare una serie di attività illecite che spaziavano dalle estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti, alla commissione di furti ad abitazioni ed aziende agricole.

Per Pachino – ha continuato il sindaco – l’economia non può che essere improntata alla legalità e ispirata ai principi della libera concorrenza e della trasparenza. Ecco perché l’operazione di oggi afferma l’inequivocabile presenza dello Stato e delle istituzioni a tutela della sicurezza dei cittadini e delle attività economiche sane e pulite. Intendo ringraziare a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, le Forze dell’ordine che hanno operato per ottenere questo ottimo risultato, che ha consentito di eliminare quelle zone grigie in cui si annidavano criminalità ed interessi illegali. Pachino da oggi potrà rivendicare con maggior vigore ed energia la propria tradizionale vocazione di città fatta di persone oneste e laboriose“.

Sugli arresti di questa mattina operati dalla Direzione Distrettuale antimafia è intervenuto anche il giornalista e direttore de “La Spia” Paolo Borrometi. “Una giornata splendida – ha detto il cronista -. Il capomafia Salvatore Giuliano, il figlio Gabriele ed altre 17 persone sono tutte in galera. Loro che volevano farmi saltare in aria con un’autobomba, che volevano ammazzarmi, che sono a processo per minacce di morte aggravata dal metodo mafioso nei miei confronti. Loro che hanno tentato in ogni modo di delegittimarmi, per poi farmi fuori. Il ringraziamento più sentito alla Procura di Catania, ai Magistrati che in silenzio lavorano per liberare il territorio, alla Polizia, Mobile di Siracusa e Commissariato di Pachino. Grazie a voi che avete reso possibile la liberazione di un territorio soffocato“.


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