Pachino, operazione “Maschere nude”: il Comune si costituirà parte civile nel processo contro l’ex sindaco e i consiglieri

La Giunta municipale ha approva la delibera così richiedere il risarcimento dei danni lesivi all'immagine dell'Ente e ha nominato quale legale difensore l'avvocato Sofia Amoddio

Dalle parole ai fatti: il Comune di Pachino ha deciso di costituirsi ufficialmente parte civile nel processo scaturito a seguito dell’operazione “Maschere nude”, che prenderà il via tra qualche settimana e che vedrà alla sbarra due consiglieri comunali, insieme con l’ex sindaco Paolo Bonaiuto, che nel novembre 2016 furono raggiunti dall’avviso di conclusione indagini per concussione in concorso, poiché secondo l’accusa costrinsero un imprenditore a pagare una tangente da 10 mila euro per una manifestazione.

La Giunta municipale ha deliberato in tal senso, così da richiedere il risarcimento dei danni lesivi all’immagine dell’Ente e ha nominato quale legale difensore l’avvocato Sofia Amoddio, attualmente parlamentare nazionale uscente e candidata alle prossime elezioni del 4 marzo. Sulla scorta delle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Siracusa nel procedimento penale, l’Ente – considerato il reato contestato sia tra quelli “contro la pubblica amministrazione” – ritiene di essere parte offesa e per questo legittimato a costituirsi parte civile per tutelare la propria immagine.

Il sindaco Roberto Bruno lo aveva anticipato qualche giorno fa con un video nel quale rispondeva al giornalista Paolo Borrometi e dunque l’8 febbraio, giorno dell’udienza preliminare, sarà formalizzata la richiesta di costituzione come parte civile.


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