Pachino, protestano gli agricoltori: “abbiamo perso la dignità”. Ma a gridarlo sono in pochi

Poco più di 50 partecipanti alla mobilitazione del comitato anticrisi

Una piattaforma rivendicativa gridata (da pochi) al vento. Oggi al mercato ortofrutticolo erano in poco più di 50, tra agricoltori (pochissimi), studenti e qualche curioso. Uno striscione campeggiava in furgone con la scritta “Abbiamo perso la dignità”.

Sebastiano Cinnirella, tra gli agricoltori più attivi nel comitato anticrisi, non si spiega la scarsa partecipazione ma invita a non mollare. Nella piattaforma rivendicativa, i produttori, già minacciati dalla crisi del comparto e affossati dal maltempo che ha spazzato via le aziende e i raccolti, hanno chiesto ai governi nazionale e regionale: il risarcimento per tutte le piccole aziende non assicurabili, tunnel, pieno campo, serre in legno e danni alle coltivazioni; sospensione rate Inps, cartelle esattoriali, aste giudiziarie, cambiali agrarie; dazi alle merci extraeuropee e agevolazioni al settore primario; zona di produzione obbligatoria ed etichette chiare.

Gli unici a dare sostegno e far sentire la vicinanza alla protesta del comparto sono stati il presidente dell’Apac, l’associazione pachinese anticrimine, Pippo Salanitro, e il presidente del consorzio di tutela “Igp pomodoro di Pachino”, Salvo Lentinello, che si è confrontato con gli agricoltori presenti garantendo l’impegno del consorzio ad aumentare i controlli (in merito agli aspetti che sono di competenza del consorzio stesso) per garantire la tutela dei prodotti.


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