Pachino, si rivolge al prefetto per farsi restituire l’auto sequestrata dai Carabinieri: “mia moglie è malata, devo portarla in ospedale”

La storia di Bartolo Barone e della moglie, invalida al 100%, poiché affetta da neoplasia che la costringe a continue cure all’ospedale di Siracusa

È stato fermato dai Carabinieri e “pizzicato” perché l’autovettura a bordo di cui viaggiava non era coperta da assicurazione. Dunque sono scattati la sanzione amministrativa e il sequestro dell’automobile. Ma la moglie è malata, e a Bartolo Barone serve l’autovettura per accompagnarla in ospedale.

A leggerla così sembra una storia di ordinaria amministrazione quella accaduta a Bartolo Barone e alla moglie, ma i particolari che l’uomo ha aggiunto nella lettera scritta direttamente al prefetto di Siracusa per ottenere l’autovettura, ne fanno venir fuori una storia del tutto singolare. Barone, disoccupato, lo scorso 11 agosto è stato fermato a bordo dell’auto, una Ford Fusion, assieme alla moglie, invalida al 100%, poiché affetta da neoplasia che la costringe a continue cure all’ospedale di Siracusa.

I militari dell’Arma, quando hanno scoperto che l’auto non era coperta da assicurazione, hanno giustamente sanzionato e sequestrato. “Non avevo pagato il premio assicurativo – ha raccontato Barone – perché sono disoccupato, ho la famiglia a carico e il mio reddito familiare è molto modesto. Con le mie limitate disponibilità economiche ho subito provveduto al pagamento e ho anche tentato, ma inutilmente, di presentare l’istanza per ottenere, la rateizzazione e il conseguente dissequestro dell’automezzo”.

Ma questo non è avvenuto, sino ad ora, così Barone ha deciso di rivolgersi direttamente al prefetto di Siracusa, Luigi Pizzi, poiché sua moglie deve ricevere le cure in ospedale e non può più attendere i tempi della burocrazia italiana. “Senza auto – ha spiegato Barone – mia moglie non può beneficiare delle necessarie terapie perché non dispongo delle somme per il trasporto che dovrebbe essere effettuato al pagamento con automezzo privato. Prego il prefetto di intervenire affinché la mia richiesta, che è legittima ed umanitaria, venga evasa con urgenza”.


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