Il Tar sospende la caccia. Esultano gli ambientalisti, ma scatta la protesta dei cacciatori a Pachino: “verremo coi cani a Palermo”

"Chiudere completamente la caccia al coniglio – ha dichiarato Salvo Arfò, cacciatore e armiere - è un errore sociale e culturale"

Salvo Arfò

“Verremo coi cani sino a Palermo”. Gli ambientalisti esultano, dopo la sospensione del calendario venatorio da parte del Tar di Palermo, ma i cacciatori non ci stanno e scrivono all’assessore regionale Edy Bandiera, minacciando vibranti proteste. La decisione del tribunale amministrativo ha scatenato non poche polemiche, pro e contro l’attività venatoria. Soprattutto per quanto riguarda la chiusura della caccia al coniglio per l’intera stagione.

“Chiudere completamente la caccia al coniglio – ha dichiarato Salvo Arfò, cacciatore e armiere – è un errore sociale e culturale“. Arfò, facendosi portavoce degli appassionati di attività venatoria di Pachino e dell’intera zona sud, tra le aree siciliane con un altissimo numero di cacciatori poiché contraddistinta da una lunga tradizione di caccia, ha scritto all’assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, chiedendo di rivedere il calendario venatorio e calibrarlo nel rispetto dell’ambiente e delle specie ma anche sugli interessi del territorio.

“Dietro questa caccia – ha continuato Salvo Arfò – non c’è solo lo sparo vero e proprio, anzi quella è l’ultima cosa. Dietro la caccia al coniglio ci sono anni di allenamenti, addestramento di cani, un indotto economico enorme che riguarda le industrie dell’alimentazione animale, industrie delle armi e delle cartucce, industrie dell’abbigliamento selezionato, industrie degli accessori”.

Il Tar palermitano, oltre a bloccare per tutta la stagione la caccia al coniglio, ha dichiarato illegittima la pre apertura dell’1 settembre con conseguente chiusura sino al 1 ottobre per gli uccelli e la piccola selvaggina, e l’illegittimità della prosecuzione venatoria a febbraio del 2019. “Il nostro consiglio è di rivedere bene la situazione andando a considerare anche chi nel reparto è portatore di interessi e chi nel settore ha investito. Siamo pronti a partire in protesta fino a Palermo con i nostri cani“. Corrado Villari di Avola e Marco Schifitto di Rosolini sono dei professionisti della caccia al coniglio e lo stesso Villari è amministratore del gruppo Facebook “Passione coniglio” che conta più di 4 mila iscritti in tutta la Sicilia.

La caccia al coniglio è nata con l’uomo – ha dichiarato Corrado Villari, che pratica la caccia al coniglio dall’età di 12 anni – e in Sicilia ha tradizioni antichissime. Nella nostra isola non esiste il rischio di estinzione della specie, poiché popola da migliaia di esemplari. E noi stessi, ogni anno, ci preoccupiamo di fare ripopolamento. Per questo la consideriamo una ingiustizia e faremo valere le nostre ragioni”.


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