Pachino, viola più volte i divieti e pedina la moglie. Arrestato per maltrattamenti e atti persecutori

I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Siracusa su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano

Nel corso della giornata di ieri, domenica 18 giugno, a Pachino, i Carabinieri della locale stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Siracusa su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano, traendo in arresto Giuseppe Arangio, classe 1983, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia.

L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della moglie da cui è in fase di separazione.

Nello specifico, Arangio, nel marzo scorso, a seguito dell’ennesimo episodio di maltrattamenti nei confronti della moglie, è stato allontanato d’urgenza dalla casa familiare a seguito di intervento dei Carabinieri della stazione di Pachino: in quella occasione, al culmine di una discussione per futili motivi, colpì la moglie con un pugno al volto. In tale circostanza la donna denunciò i maltrattamenti subiti dal marito nel corso del tempo, dovuti principalmente a incomprensioni familiari per futili motivi.

A seguito di questo episodio, l’autorità giudiziaria, nel convalidare il provvedimento d’urgenza adottato dai Carabinieri, impose ad Arangio la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Ma nonostante la misura cautelare che gli imponeva di mantenersi a una distanza non inferiore ai 50 metri dalla moglie, Arangio non ha perso occasione per perseverare nelle sue condotte moleste e aggressive nei confronti della donna: e infatti, numerosi sono gli episodi di violazione degli obblighi impostigli accertati dai Carabinieri, che hanno continuato a seguire il caso con la massima attenzione. In diverse occasioni, infatti, Arangio si è appostato sotto casa della moglie o dei suoi familiari, cercando di avere un contatto fisico con lei per convincerla a tornare insieme. Ma nonostante i fermi dinieghi della donna, Arangio ha perseverato nelle sue condotte moleste, continuando con pedinamenti e appostamenti nei confronti della donna che, stanca di tali condotte e preoccupata anche per la sua incolumità, si è rivolta nuovamente ai Carabinieri denunciando i vari episodi di cui era rimasta vittima.

I successivi accertamenti posti in essere dai militari dell’Arma sotto la direzione dell’autorità giudiziaria hanno consentito di riscontrare la frequenza delle condotte criminose poste in essere dall’arrestato, accertando numerose violazioni agli obblighi che gli erano stati imposti, raccogliendo elementi tali da sostenere la misura cautelare emessa dal GIP.

Giuseppe Arangio, espletate le formalità di rito, è stato accompagnato nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Quello in disamina si configura come l’ennesimo episodio di violenza domestica, una situazione gravissima che magistratura e Carabinieri sono riusciti ad affrontare grazie anche alla volontà della vittima di rivolgersi alle forze dell’ordine e di denunciare. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno drammatico che si può contrastare solo con un lavoro quotidiano condiviso e diversificato in cui assume un ruolo decisivo la fiducia verso le varie istituzioni che affrontano con professionalità e competenza lo specifico argomento.


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