Portopalo, c’era una volta il parco archeologico…

Gestito dai privati, adesso è in totale stato di abbandono

Quello che rimane dell'ingresso del parco archeologico

Fortemente voluto e anche realizzato. Successivamente affidato ai privati, trasformato in lido, vandalizzato e adesso abbandonato. È il triste destino del parco archeologico di contrada Cicogna, che a poco più di un decennio dall’inaugurazione è praticamente inesistente. Ma cosa è accaduto in questo decennio a quel parco considerato (giustamente) fiore all’occhiello del paese più a sud di Tunisi?

Il sogno diventa realtà

È stato realizzato nel 2007 grazie a un finanziamento del Pit “Ecomuseo del Mediterraneo” della Cee, la Comunità economica europea, di 3 milioni di euro. L’area era di proprietà privata ed è stata espropriata nel 2006, ma già da 20 anni i terreni erano stati sottoposti a vincolo archeologico e paesaggistico da parte della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Siracusa, perché in una parte erano venuti alla luce degli insediamenti risalenti a duemila anni fa. Il sogno della comunità portopalese di avere un vero e proprio parco archeologico aveva visto la luce, grazie all’impegno degli amministratori. Il parco, così, era stato realizzato e inaugurato in pompa magna, durante l’amministrazione dell’ex sindaco Fernando Cammisuli, in presenza di ministri e assessori regionali. Dopo le prime giustificate esaltazioni, l’amministrazione aveva deciso di far gestire ai privati l’area (assieme al cinema Gozzo) e nel 2008 era stato pubblicato un bando per l’aggiudicazione ai privati. Valore a base d’asta: 1000 (mille) euro. La ditta che si era aggiudicata la gara nei primi due anni, per la scarsa redditività dei servizi che secondo la convenzione avrebbe dovuto offrire (attività culturali, sociali e turistiche, seminari, convegni, manifestazioni, compresi i servizi di vigilanza, controllo e pulizia dell’area), non era riuscita a gestirlo.

I primi segni di cedimento e… il lido

Nel frattempo, era iniziata una lunga serie di atti vandalici: i cavi dell’illuminazione rubati, le panchine in pietra divelte, la piccola struttura danneggiata. Così, per ridare vita e vitalità al parco, nel 2011 si era presentata una società che lo trasformò in un lido, con tanto di louge bar in legno. Ma nemmeno il locale modaiolo era servito a far partire quell’angolo di paradiso colpito, oltretutto, anche da un incendio.

Il definitivo declino

Così, anche il lido aveva chiuso i battenti e il parco cominciava ad essere quotidianamente vittima di atti gratuiti di vandalismo, rimanendo gestito dai privati. Al punto che qualche anno fa era nata anche una commissione comunale speciale d’inchiesta per vigilare e approfondire la gestione del parco archeologico di contrada Cicogna. Il parco era tornato in mano al Comune, assieme al cineteatro Gozzo, ma dopo diversi anni di gestione pubblica, al momento si trova in uno stato di fatiscenza al punto che è persino difficilmente identificabile come un’area archeologica. Eppure, proprio la riqualificazione del parco è tra i primi punti inseriti nei programmi politici dei sindaci che si candidano alla guida del paese marinaro.


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