Portopalo, il Nero d’Avola simbolo della Sicilia nel mondo

Ideatore della giornata internazionale il sommelier Zosimo (Carmelo Sgandurra)

Carmelo Sgandurra "Zosimo" durante un momento di degustazione del Nero D'Avola

Il “segreto” è nella luce. E la Sicilia è terra di luce. Ecco perché il Nero D’Avola è considerato il vitigno che rappresenta l’Isola nel mondo. Si è svolta sabato scorso nella splendida location del Castello “Tafuri” a Portopalo la seconda giornata internazionale dedicata al Nero D’Avola. L’evento è stato organizzato dall’associazione Club Sommelier per creare un momento di confronto sul tema “Il Nero D’Avola per la Sicilia nel Mondo”.

Il Nero D’Avola – ha dichiarato il sommelier Zosimo/Carmelo Sgandurra, ideatore della giornata internazionale e autore della Guida sul Nero D’Avola – rappresenta il carattere del vero siciliano, rosso, intenso, dal calore unico e dal gusto che lascia un ricordo indelebile nel palato di chiunque lo incontri, e soprattutto è un grande compagno della cucina internazionale. Negli ultimi anni è cresciuto, è diventato un gran vino, apprezzato in ogni parte del mondo”.

Prima i saluti del padrone di casa, il sindaco Gaetano Montoneri che da medico ha parlato del vino e delle proprietà e i benefici per la salute. Lucia Amato, presidente del Rotary Pachino ha suggellato la partnership con l’organizzazione dell’evento. Poi un vasto parterre di esperti per raccontare il Nero D’Avola.

Roberto Raciti, del consiglio di amministrazione dell’enoteca regionale della Sicilia orientale, che ha parlato di vino legato al turismo. “E questa zona costiera – ha spiegato Raciti – ha una marcia in più, in cui il turismo è in forte crescita grazie non solo al territorio ma all’enogastronomia. Bisogna garantire più servizi e maggiore professionalità”. Carlo Di Campli ha raccontato la storia del vino in Abruzzo, a partire dalla cantina di cui è presidente, la “Eredi di Legoziano”.

Bruno Fina, agronomo ed enologo, ha osannato il Nero D’Avola individuandolo come “la Sicilia stessa – ha detto Fina – rappresenta l’Isola nel mondo. In passato le nostre cantine erano poco attrezzate per i “rossi”, perché prima i vini venivano svenduti. A partire dagli anni ’90 e grazie all’intuizione di alcuni illuminati imprenditori, è cominciata la vera storia del Nero D’Avola, il cui segreto è nella luce”.

Davide Bortone, di Winemag, ha parlato del trend del vino nella Grande distribuzione organizzata, ed è nato un dibattito sull’opportunità dei supermercati di garantire la presenza di un sommelier professionista nel reparto dedicato al vino. Angelo Paternò, presidente dell’Eloro Doc, ha invocato il sostegno delle istituzioni, invitando a comunicare in maniera più efficace. Antonio Froio, enologo della cantina “Principi di Butera” si è soffermato sulla distinzione di diverse tipologie di Nero D’Avola e sull’idea di effettuare una “zonizzazione” affinché si possa distinguere maggiormente la zona di provenienza del vino e, dunque, avere indicazioni anche sulla qualità e il prezzo. All’evento hanno anche partecipato Vittorio Festa, Corrado Gurrieri, Ghia Parashivili e Marcello Battaglia.

Durante la giornata è stato anche presentato il libro di Anna Martano “Un diamante nel piatto”. “Il vino ed il cibo – ha raccontato l’autrice – sono straordinari mediatori culturali perché oltre il piacere ci portano a imparare tante cose”.


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