Portopalo, operazione “Araba Fenice”: concessi i domiciliari per Cannarella, Disalvo e Gugliotta

La decisione del Gup fa seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione, prima sezione penale, che lo scorso 29 novembre, si è espressa per l'annullamento della misura cautelare con rinvio al Tribunale del riesame di Catania che a sua volta verrà nuovamente investito delle decisione in ordine alla correttezza della misura cautelare inflitta dal Gip

Il Gup del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, accogliendo la richiesta avanzata dall’avvocato Giuseppe Gurrieri difensore dei tre giovani portopalesi Antonino Cannarella, Giuseppe Disalvo e Vincenzo Gugliotta, ha concesso loro la misura cautelare degli arresti domiciliari.

I tre imputati hanno così fatto rientro nelle loro abitazioni dopo un’assenza di quasi cinque mesi, iniziata con l’arresto all’alba del 25 luglio scorso, nel corso dell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania denominata “Araba Fenice”.  I tre sono accusati dei reati di furto e di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente, con l’aggravante di avere favorito il clan Giuliano.

La decisione del Gup fa seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione, prima sezione penale, che lo scorso 29 novembre, si è espressa per l’annullamento della misura cautelare con rinvio al Tribunale del riesame di Catania che a sua volta verrà nuovamente investito delle decisione in ordine alla correttezza della misura cautelare inflitta dal Gip Simona Ragazzi nel luglio scorso.

Nel frattempo i tre giovani nel pomeriggio di ieri hanno fatto rientro nelle loro rispettive abitazioni dove rimarranno sino al via del giudizio che è previsto per il prossimo 8 gennaio 2019, quando verrà celebrata l’udienza preliminare nell’aula bunker del carcere “Bicocca” a Catania.


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