Primarie Pd bloccate a Pachino: si alza la protesta interna al partito dopo lo scioglimento del Comune

I democratici hanno scelto la linea dura per avviare una forma di protesta a seguito dello scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da una maggioranza Pd

Seggi chiusi nella sezione pachinese del Pd di via Libertà. I democratici hanno scelto la linea dura per avviare una forma di protesta a seguito dello scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da una maggioranza Pd che sosteneva l’ex sindaco, Roberto Bruno, ritenuto ingiusto dagli stessi.

Così stamattina, la porta della sezione è rimasta chiusa con attaccata una dura lettera di protesta. “Ritenendo ingiusto e democraticamente pericoloso quanto accaduto – è quanto scritto nella lettera dai democratici – , abbiamo deciso che questo circolo non può partecipare alle primarie e all’attività del partito, finché non verranno date risposte chiare alle domande e alle contraddizioni che emergono dalla vicenda di Pachino. Perché il PD da Roma a Siracusa non è intervenuto nella comprensione di questa vicenda, a cominciare da un chiarimento sul ruolo di Lumia? Il Pd vigila abbastanza sul confine tra mafia e antimafia? Il nostro partito sostiene le sue amministrazioni nei territori più difficili, ne conosce ed assimila le esperienze , le difende se occorre?  Su queste questioni  si  giocano la credibilità e la forza di un partito e di una classe dirigente, ben oltre i confini di una piccola città siciliana”.

Ma prima la ricostruzione della fase dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, in cui avrebbe avuto un ruolo importante l’ex senatore Beppe Lumia. “Viviamo il paradosso – continuano gli esponenti del Pd – di vedere sciolta per mafia un’amministrazione non mafiosa e, anzi, eletta come chiaro segnale popolare contro la mafia. In questa vicenda si intrecciano tante componenti, anche di bassa politica locale, ma qui vogliamo far emergere quella che riguarda il nostro partito. Perché è Giuseppe Lumia, parlamentare del PD e nome storico dell’Antimafia, che per ben due volte ha sollecitato il Ministro dell’ Interno a indagare sull’amministrazione del PD guidata da Roberto Bruno. In due interrogazioni (2016 e 2018) Lumia denuncia un tentativo della mafia di entrare nel Comune di pachino, con un candidato a sindaco e due consiglieri. Questo candidato “gradito alla mafia”  viene sconfitto al ballottaggio proprio da Roberto Bruno e dal PD: eppure Giuseppe Lumia, quel  candidato a sindaco, a suo dire gradito alla mafia,  lo ha sostenuto pubblicamente, con interventi e comizi. I consiglieri che oggi Lumia accusa di essere infiltrati della mafia, fanno parte della coalizione sostenuta pubblicamente da lui e da noi sconfitta. Poteva non sapere, Lumia, ex componente della commissione antimafia, che questi  candidati, erano appoggiati dalla mafia, come egli stesso argomenta per chiedere  inchieste su Pachino ? Su questa sconcertante vicenda non abbiamo registrato alcuna reazione da parte dei nostri rappresentanti istituzionali provinciali, regionali e nazionali”.


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