Sì alla legge sulla pesca mediterranea: la soddisfazione dei deputati siracusani

Cafeo (Pd): "confermato un fondo a cui potrà attingere l’azienda di itticoltura Acqua Azzurra". Cannata (Fi): "un sistema di norme chiare per salvaguardare il settore"

Approvata dall’Ars la legge sulla pesca mediterranea. Una regolamentazione che riguarda un settore fondamentale per la provincia aretusea. Una legge, come spiega Giovanni Cafeo, segretario della III Commissione Ars Attività Produttive, “che riguarda molti degli aspetti legati all’attività ittica, come la tutela dell’identità e la specificità della pesca mediterranea e la modernizzazione, innovazione e valorizzazione delle attività degli imprenditori ittici, senza dimenticare la valorizzazione delle tradizioni dei borghi marinari, con l’istituzione di un registro dedicato. Esprimo inoltre grande soddisfazione per la conferma del fondo di solidarietà per la pesca, le vittime del mare e per le aziende danneggiate dal maltempo – ancora Cafeo – inizialmente approvato in commissione ma che successivamente il Governo aveva escluso dal testo finale, un fondo da cui potranno attingere la famiglia del compianto pescatore Luciano Sapienza e tutte le altre vittime del mare, oltre all’azienda di itticoltura Acqua Azzurra di Pachino”.

Aggiunge Rossana Cannata, deputata di Forza Italia all’Ars: “la pesca è un settore trainante in Sicilia e, dopo 18 anni di silenzio normativo, abbiamo finalmente un testo, di cui ho seguito l’iter in terza Commissione, che tutelerà e valorizzerà l’identità e la specificità della pesca mediterranea, promuovendo le attività legate all’economia del mare. Un sistema di norme chiaro – prosegue la componente della commissione Ue – per salvaguardare i nostri pescatori, i nostri apprezzatissimi prodotti ittici, per preservare il patrimonio culturale dei borghi marinari, delle tonnare fisse, modernizzare e innovare le imprese ittiche, consentendo lo sviluppo delle infrastrutture di filiera”.

Orazio Ragusa, presidente della Commissione Attività Produttive, conclude: “abbiamo scritto una pagina importante a tutela delle tradizioni e dei saperi del mare, perché si regolamentano le attività legate all’economia marinara, proiettandole verso il futuro, puntando sull’innovazione. Oltre alla pesca professionale, sarà favorito l’ittiturismo e la vendita diretta, contribuendo a sviluppare una filiera che dal pescatore, i mercati ittici e i porti, arriva al consumatore”.


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