“Io sto con Roberto Bruno e con il Pd di Pachino”. Bruno Marziano sostiene le ragioni del “blocco” delle primarie in città

Il seggio pachinese è l’unico in provincia rimasto chiuso per protesta

Comincia a suscitare attenzioni e interessi la forte protesta sollevata dal circolo pachinese dei democratici. Ieri il Pd di Pachino ha scelto la linea dura per avviare una forma di protesta a seguito dello scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da una maggioranza del partito del neosegretario Zingaretti. Ed è stato l’unico seggio chiuso in provincia e uno dei pochissimi in tutta la Sicilia.

Una vicenda che ieri stessi ha cominciato a far parlare le cronache locali e nazionali e nel day after delle primarie che hanno consacrato segretario del Partito democratico il Governatore del Lazio, iniziano le reazioni dei dirigenti siracusani. “Non posso non esprimere  – ha dichiarato l’ex assessore regionale, Bruno Marziano – la mia opinione sulla vicenda che rappresenta un vero e proprio vulnus nella vita del Partito Democratico  siracusano. Mi riferisco alla forma di protesta del gruppo dirigente di Pachino che alla primarie non ha votato e non ha fatto votare. Io non ne ho condiviso la forma ma ne condivido totalmente e pienamente le ragioni e le motivazioni”.

Marziano, da sempre vicino all’ex sindaco Roberto Bruno, parla a ruota libera ed entra nel merito della polemica sollevata dal circolo di Pachino, in cui è stato chiamato in causa l’ex senatore del PD, Beppe Lumia. L’ex parlamentare dei democratici ha sollecitato il Ministro dell’Interno a indagare sull’amministrazione del PD guidata da Roberto Bruno. In due interrogazioni (2016 e 2018) Lumia, infatti, aveva denunciato un tentativo della mafia di entrare nel Comune di Pachino, con un candidato a sindaco e due consiglieri.

Proprio a seguito di questa polemica, Marziano sottolinea che “sono fra quelli che ha seguito le vicende del comune di Pachino fin dalla campagna elettorale che, dopo un duro scontro con le forze che venivano considerate vicine agli ambienti della criminalità organizzata, ha portato al successo di Roberto Bruno. E non ho alcuna difficoltà nel ricordare che ho fatto notare più volte al senatore Lumia che con la sua azione parlamentare poteva ottenere un risultato che era l’opposto rispetto a quello che presumo lui stesso si prefiggeva, e cioè il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa a Pachino. Ed infatti il risultato ottenuto è assolutamente l’opposto. Una amministrazione che alle elezioni ha battuto quelle forze e che durante i cinque anni di attività  non ha  permesso l’infiltrazione nella vita amministrativa della criminalità organizzata e dei suoi interessi, ora viene penalizzata con il suo scioglimento. E’ una contraddizione insopportabile di una legge giusta negli obiettivi ma assolutamente sbagliata nelle sue modalità di attuazione, e che ha colpito già altri sindaci ed amministrazioni allo stesso modo”.

Marziano ha annunciato che difenderà in tutte le sedi opportune “il buon nome di Roberto Bruno – ha precisato l’ex parlamentare regionale  – ed il PD di Pachino e mettere in atto  tutte le azioni politiche tendenti  a fare emergere ciò. Non escluse anche  quelle di carattere giudiziario”.


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