Un resort di lusso sull’isola di Portopalo, Natura Sicula insorge: “la Regione annulli i pareri della Soprintendenza”

L'ambientalista tira per la giacchetta anche il neo assessore regionale ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, chiedendogli di dare un segno concreto e invitandolo ad annullare il parere positivo già rilasciato

Autorizzazioni rilasciate in modo troppo semplice e scarsa tutela del territorio. Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula è un fiume in piena e si scaglia senza troppi giri di parole contro la Soprintendente di Siracusa Rosalba Panvini, chiedendo un intervento dell’assessorato regionale ai Beni Culturali. Per Morreale, la Soprintendente ha la colpa di aver autorizzato un resort di lusso sull’isola di Capo Passero.

Non considerando – afferma il presidente di Natura Sicula – che l’isola è iscritta a l Piano Regionale di Parchi e Riserve, e che gli unici interventi possibili sono la manutenzione ordinaria e straordinaria dei capannoni della tonnara e non la loro trasformazione in suite, ristorante e strutture di servizio che comporterebbero, tra l’altro, il cambio di destinazione d’uso e la costruzione di opere esterne entro i 150 m dalla costa, lo scorso agosto la Panvini ha dato parere favorevole“.

In base al Piano Paesaggistico l’isola è sottoposta al livello di tutela 3, cioè massimo. I movimenti di terra sono consentiti esclusivamente per scopi agricoli. Vietato costruire nuove strutture quali strade, pontili e ponti galleggianti come quello che – a detta di Morreale – la società mantovana di investitori, per collegare l’isola alla terraferma, vorrebbe realizzare con plinti in cemento armato ancorati al fondo marino per mezzo di cavi di acciaio.

Proprio per evitare speculazioni e usi impropri – prosegue Morreale -, il Piano prevede esclusivamente interventi conservativi degli straordinari fattori paesaggistici e naturali (coste, habitat, biodiversità) che l’isola possiede.” L’ambientalista tira per la giacchetta anche il neo assessore regionale ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, chiedendogli di dare un segno concreto e invitandolo ad annullare il parere positivo già rilasciato. “Urge – conclude Morreale – l’intervento dell’assessorato regionale ai Beni Culturali e della Procura della Repubblica per verificare la legittimità delle autorizzazioni rilasciate e per arrestare questa continua e incessante opera di smantellamento di fatto delle norme della democrazia.”


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