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Anche Pachino celebra Dante: la redenzione del sommo poeta raccontata in Chiesa Madre

Sono intervenuti don Bruno Carbone, Nello Lupo, Corrado Di Pietro e Gisella Calì

Inferno, Purgatorio e Paradiso, ovvero il “viaggio” per antonomasia alla ricerca della redenzione. È stata accolta con successo l’iniziativa “La Commedia di Dante, un viaggio di redenzione”, svoltasi ieri pomeriggio nella Chiesa Madre di piazza Vittorio Emanuele. All’evento, organizzato da Associazione studi storici “Di Rudinì” in occasione dei 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri, hanno partecipato don Bruno Carbone, arciprete della Chiesa Madre, che ha parlato della lettera pastorale di Papa Francesco con cui il pontefice ha onorato Dante. “Il Santo Padre – ha dichiarato don Bruno Carbone – ha riconosciuto l’attualità del messaggio di Dante e, soprattutto, il legame con la comunità cristiana”.

Nello Lupo, saggista e storico, ha moderato la serata. “Un evento – ha spiegato Lupo – che da una parte ha una caratterizzazione artistica e dall’altra di tipo catachetico, perché Dante è il modello dell’uomo che dalla sua condizione di uomo infelice, di mortale che cerca di elevarsi a Dio e alla verità eterna”.

Ad occuparsi della ricostruzione Corrado Di Pietro, poeta e scrittore. “Dante è per tutti – ha detto Di Pietro – per il fabbro e per il docente universitario: avvicina ai grandi temi della religione il lettore comune”.

Voce recitante l’attrice e regista teatrale, Gisella Calì. “Un “manuale per la felicità” – ha dichiarato Gisella Calì – come lo ha definito Mariangela Gualtieri, che porta l’uomo dall’umano al divino, dalla paura all’amore”.


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