Bandiere blu, ignorate le spiagge del Siracusano

Otto spiagge siciliane hanno ottenuto il riconoscimento: 4 a Messina, 3 a Ragusa e 1 ad Agrigento

L'isola delle Correnti

Sono otto le località siciliane alle quali sono state assegnate le Bandiere Blu delle spiagge italiane più pulite e fruibili, ma la provincia di Siracusa resta a quota zero. L’oasi naturale di Vendicari, Marianelli, Eloro, il Plemmirio, Capo Passero, San Lorenzo, l’Isola delle Correnti, Granelli: queste sono alcune delle decine di spiagge eccellenti della costa siracusana. Ma nessuna merita il prestigioso riconoscimento. Per il 2020, infatti, lo hanno ottenuto Menfi (Lido Fiori Bertolino), Lipari (Canneto, Vulcano, Acque Termali, Gelso) Santa Teresa di Riva (Lungomare di Santa Teresa di Riva), Alì Terme (Lungomare di Alì Terme) Tusa (Spiaggia Lampare) Pozzallo (Pietre Nere, Raganzino), Marina di Ragusa e infine Ispica (Ciriga – Santa Maria del Focallo). A farla da padrona la provincia di Messina, con 4 spiagge su 8, subito dopo Ragusa, con 3 bandiere blu e una Agrigento.

La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale che viene assegnato ogni anno, dal 1987, in 49 Paesi, assegnato dalla Fee (Foundation for environmental education) alle località costiere che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.

Riguardo alla limpidezza e campionatura delle acqua, il Siracusano potrebbe aspirare ad avere più di un riconoscimento. Vero è, che si pecca per altri aspetti, come la garanzia dei servizi minimi ai fruitori ed ai turisti.

La provincia – ha spiegato Roberta Mometti, titolare de lido Carratois all’Isola delle Correnti – ha bisogno di un rilancio e sicuramente la bandiera blu da un prestigio non indifferente. È vero che ci sono tanti criteri per cui vengono assegnate e sicuramente il nostro problema non è la campionatura delle nostre splendide acque ma il modo in cui trattiamo gli arenili. Non abbiamo i servizi, a partire da quelli essenziali come la pulizia. Così continuiamo a rimanere fermi al palo,  e la provincia di Siracusa non va avanti nonostante racchiuda molte bellezze naturalistiche, culturali, ambientali, storiche ed enogastronomiche da potere campare di turismo 8 o 10 mesi l’anno. Invece se lavoriamo per 40 giorni è già tanto. Se non ci sono le infrastrutture la gente scappa: il mare può essere bello e si può garantire professionalità, ma non basta: ci vuole interesse da parte di chi ci governa a concepire in modo diverso il nostro territorio. Siamo abbandonati in tutto”.

Guglielmo Pacchione, titolare del lido Agua Beach a San Lorenzo, è sulla stessa lunghezza d’onda. “A parte l’ente che le assegna – ha detto Pacchione -, ci vuole un interesse del Comune stesso. Forse i nostri amministratori sono stati impegnati in altro. La bandiera blu non si basa solo sul mare pulito, ma anche su una serie di servizi accessori. E qui mancano i servizi essenziali: le fognature, i presidi sanitari, l’acqua. Se i nostri governanti dovrebbero capire quale strada seguire per lo sviluppo, ma penso che avranno altri problemi da risolvere. Ci vuole una programmazione e sapere cosa si vuole fare da grandi”.


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