Si apre ufficialmente domani, con il primo seminario di presentazione che si terrà alle ore 17:30 al Palmento Rudinì di contrada Lettiera a Marzamemi, il progetto “Qualità dei Due Mari”.
Il progetto, promosso dal Gac dei due mari e riguardante i territori di Avola, Ispica, Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Pozzallo, punta a creare le basi per lo sviluppo di un “Marchio Territoriale” unico, esclusivo e riconoscibile all’esterno in grado di favorire lo sviluppo di nuovi mercati sia a livello locale che extraregionale, promuovere e valorizzare le produzioni tipiche e di qualità legate al settore ittico e non, orientare i consumatori sulla qualità dei prodotti della pesca, favorire la destagionalizzazione del turismo, innalzare il livello qualitativo dell’offerta di prodotti e di servizi e facilitare la creazione di reti e progettualità condivise tra soggetti pubblici e privati locali.
Al seminario interverranno Salvatore Ignaccolo, responsabile amministrativo e finanziario del Gac dei due mari, Lorenzo Taccone, coordinatore del progetto “Qualità dei due mari” e Paolo Giarletta, esperto di comunicazione e marketing con ventennale esperienza nel settore.
Sabato 28 novembre, sempre alle 17:30, si terrà il secondo seminario nell’aula consiliare del Comune di Portopalo. Al termine dei due incontri è previsto un rinfresco a base di prodotti tipici locali. La pesca, oltre che per le caratteristiche organolettiche delle specie ittiche, assume importanza sotto l’aspetto socioeconomico, soprattutto nelle aree costiere.
Nonostante la crescita della domanda di prodotti ittici, in Italia la produzione sta subendo un decremento a causa delle politiche europee e dell’aumento del prezzo del gasolio, determinando la crescita delle importazioni, l’aumento dei prezzi al consumo e dei costi di produzione. Anche la pesca siciliana.
La gestione delle attività di pesca non sempre sostenibile ha comportato negli anni un ridimensionamento della popolazione alieutica. La politica comune della pesca, orientata principalmente verso la sostenibilità, ha richiesto la riduzione della flotta e l’aumento del periodo di fermo biologico, fattori che hanno minacciato la redditività delle imprese del settore.
Da considerare, inoltre, la maggiore attenzione dei consumatori nei confronti delle scelte alimentari, con un occhio di riguardo per la salubrità dal punto di vista nutrizionale ed igienico-sanitario. Attualmente, il pescato nell’area del “Gac dei due mari” non è adeguatamente tutelato e valorizzato sul mercato per la mancanza di un marchio di filiera che permetta di individuarne e certificarne la provenienza.
Il Progetto “qualità dei due mari” si inserisce, pertanto, in un quadro complessivo che vuole porre le basi per dare unità al territorio del Gac, affinché le sue produzioni ittiche locali possano affermarsi sui mercati nazionali ed europei. L’obiettivo del progetto è di riuscire a gettare le basi per uniformare ciascuna tipicità in un Marchio unico e riconoscibile all’esterno, in rappresentanza delle singolarità di ciascuno di questi territori.
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