Cronaca Portopalo

Isola delle Correnti, sequestro del chiosco Lunimar disposto dalla Procura di Siracusa

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Veduta aerea di isola delle Correnti

Ancora un sequestro nell’area dell’Isola delle Correnti, uno dei tratti di costa più delicati e suggestivi del territorio di Portopalo di Capo Passero. Dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato lo Scialai, è ora il turno del chiosco Lunimar, la cui attività è stata sottoposta a sequestro preventivo nell’ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Siracusa.

A rendere pubblica la notizia è stato direttamente il titolare dell’attività, Marco Celeste, attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social, nel quale ha scelto di spiegare personalmente quanto accaduto, prima che sulla vicenda venissero diffuse ricostruzioni o indiscrezioni.

Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mi è stato notificato un decreto di sequestro preventivo riguardante la mia attività, nell’ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Siracusa”, scrive Celeste.

Il titolare precisa di essere venuto a conoscenza, attraverso gli atti notificati, che il procedimento trae origine anche da contestazioni formulate da due soggetti relative alla presenza dell’attività nell’area dell’Isola delle Correnti e, in particolare, all’utilizzo di sdraio e ombrelloni.

Celeste, nel suo intervento, precisa di non voler trasformare la vicenda in una polemica pubblica e ribadisce la propria fiducia nell’operato della magistratura.

Voglio dirlo con estrema chiarezza: ho piena fiducia nel lavoro della Magistratura e sono assolutamente sereno sulla possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato nelle sedi competenti“, afferma.

Il titolare sostiene inoltre che l’attività sarebbe stata esercitata sulla base dei titoli, dei pareri e delle autorizzazioni ottenuti nel corso degli anni dagli enti competenti, citando tra gli altri Soprintendenza di Siracusa, Genio Civile, Comune di Portopalo di Capo Passero e ASP di Siracusa.

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Celeste, il provvedimento notificato riguarderebbe in maniera specifica l’utilizzo delle attrezzature da spiaggia. Ma il titolare, sul punto, sostiene che sdraio e ombrelloni venissero noleggiati autonomamente dai clienti e successivamente posizionati dagli stessi.

È proprio su questo punto che i miei legali – prosegue -, ai quali ho già conferito immediato mandato, interverranno nelle forme e nei termini previsti dalla legge“.

La vicenda si inserisce in un quadro già particolarmente delicato per l’area dell’Isola delle Correnti, dove negli ultimi mesi sono stati adottati provvedimenti giudiziari e amministrativi nei confronti di strutture balneari.

Le motivazioni specifiche del sequestro e le eventuali contestazioni formulate nei confronti del titolare dovranno essere ricostruite sulla base degli atti dell’inchiesta e degli sviluppi giudiziari: al momento, infatti, l’unica ricostruzione dettagliata resa pubblica è quella dello stesso Celeste.

Nel lungo messaggio il titolare della struttura entra anche nel merito delle modalità con cui, a suo dire, l’attività è stata svolta negli anni.

Non ho realizzato scavi sulla spiaggia, non ho interrato strutture o fosse, non ho eseguito opere finalizzate ad alterare l’arenile o l’habitat naturale, non sono mai entrato in spiaggia con alcun mezzo”, sostiene Celeste.

Lo stesso sottolinea quindi di aver sempre cercato di rispettare le prescrizioni degli enti competenti e di aver prestato particolare attenzione alla delicatezza ambientale dell’area.

Il punto centrale della sua difesa, dunque, sarà ora affidato agli avvocati, che dovranno produrre la documentazione amministrativa e tecnica ritenuta utile a sostenere la legittimità dell’attività.

Le questioni giudiziarie si affrontano nelle sedi giudiziarie, con gli atti, con i documenti e nel rispetto delle istituzioni”, conclude Celeste, annunciando che sarà nelle sedi competenti che verranno fatte valere le ragioni della società.