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L’aggressione alla guardia medica di Portopalo, tornano in libertà i due fratelli

Sulla vicenda è intervenuto il candidato a sindaco, Fabio Fortuna

Sono tornati in libertà i due fratelli arrestati dai carabinieri per l’aggressione al medico della guardia medica e del padre. Ieri sera i due portopalesi sono comparsi davanti al giudice monocratico Antonio Dami, e sono stati processati con il rito per direttissima. Il giudice ha convalidato l’arresto e rimesso in libertà i fratelli che hanno ammesso le proprie responsabilità raccontando la loro versione dei fatti. Secondo quanto sostenuto dai due, la notte in cui sono accaduti i fatti avrebbero chiesto al medico di turno di intervenire nell’abitazione del genitore, colto da un malore.

Il medico, che si trovava assieme al padre, si sarebbe spaventato per la veemenza della richiesta di intervento, e la perdita di tempo ha fatto saltare i nervi ai due fratelli. Così è stata forzata la porta d’ingresso e sono stati aggrediti il medico e il padre, con quest’ultimo finito in ospedale col braccio rotto. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per sedare gli animi, che hanno arrestato i due uomini per minacce, danneggiamento aggravato, lesioni personali e interruzione di pubblico servizio.

Sulla vicenda è intervenuto il candidato a sindaco, Fabio Fortuna. “Innanzitutto – afferma Fabio Fortuna – esprimiamo tutta la nostra solidarietà al giovane medico neolaureato e alla sua famiglia. Ma questo non basta. Gli episodi di violenza ai danni di operatori sanitari, di cui da tempo le cronache riferiscono, specie con riferimento a Pachino e Portopalo, stanno assumendo, ormai, carattere di preoccupante serialità. Le guardie mediche costituiscono presidi di legalità costituzionale in quanto garantiscono l’effettività del diritto alla salute pubblica. È giunto il momento di intraprendere azioni concrete e risolutive”.

È indispensabile – conclude Fortuna – che l’Asp di Siracusa adotti opportune ed urgenti misure di sicurezza negli ambienti di lavoro. Le soluzioni ci sono e sono a portata di mano: istituire un servizio stabile di vigilanza privata armata che è consuetudine in tante altre regioni italiane da aggiudicarsi tramite gara pubblica. Solo in questo modo sarà concretamente possibile preservare la serenità di chi ogni giorno è in prima linea per salvare le nostre vite”.


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