L’oratorio “Don Bosco di Portopalo, Sorbello: “Bene difenderlo, dopo la pandemia va rilanciato”

La struttura ha rischiato di finire nell’elenco dei beni alienabili della curia

L'oratorio Don Bosco

E’ stata positiva la reazione della comunità in difesa dell’oratorio, dopo la pandemia bisognerà rilancio”. A dichiararlo è stato Salvo Sorbello, presidente provinciale forum Associazioni familiari. La scorsa settimana è esplosa nel paese marinaro una polemica perché è trapelata la notizia che la proposta di vendere l’oratorio “don Bosco”, in cui si trovano un campo di calcio a 5 in erba sintetica e il teatro, tutto di proprietà della curia, era tra i punti all’ordine del giorno dell’ultima riunione del consiglio pastorale.

A presentarla il nuovo parroco, don Gabriele Di Martino, segretario particolare del vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, che da tre mesi ha preso il posto di don Gianluca Manenti, rimasto comunque a Portopalo.

Dopo le proteste vibranti dei cittadini, la proposta è stata ritirata e l’oratorio continuerà ad essere dei portopalesi.

Una vicenda – ha dichiarato Sorbello – che non deve essere accantonata senza un’adeguata riflessione. L’oratorio aiuta a generare connessioni, creando ambiti di contaminazione, ad allenarsi alle regole della vita. Ora che si progetta  di ripensare le città, per renderle più smart e sostenibili, l’intuizione di Don Bosco è attuale più mai: negli oratori  i ragazzi possono socializzare  liberamente e in sicurezza, assicurando a tutta la comunità, non solo a quella che si ritrova sui valori cattolici, un futuro migliore”.


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