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Maltrattamenti nelle strutture per anziani a Pachino, il sindaco Gambuzza: “atti inqualificabili, solidarietà alle famiglie”

"La nostra comunità chiede giustizia e verità. Continueremo a vigilare affinché Pachino sia sempre una città che tutela i più deboli, una città giusta, umana, dignitosa" ha chiosato il sindaco

Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza, abuso e maltrattamento, soprattutto su anziani e persone fragili e indifese. Apprendiamo con sgomento dell’operazione condotta dai Carabinieri di Noto e dal NAS di Ragusa, che ha portato all’arresto di 12 persone coinvolte in gravi episodi di maltrattamento e violenza ai danni di persone fragili, disabili e anziani, ospiti di due comunità alloggio nel nostro territorio.”

Così il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza ha commentato l’operazione di ieri da parte di Carabinieri e Nas che ha portato all’ordinanza di arresto nei confronti di 12 persone (16 sono le misure in totale) accusate a vario titolo di maltrattamenti e violenze nei confronti dei pazienti disabili ed anziani ricoverati in due comunità alloggio nel comune di Pachino. Le indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, hanno documentato le violenze e le umiliazioni subite da 20 ospiti – disabili psichici e anziani – di due strutture socio-sanitarie.

Come Sindaco di Pachino – dice ancora Gambuzza -, esprimo la mia più profonda solidarietà alle famiglie delle persone assistite e vittime di inqualificabili e indecenti comportamenti di personale senza scrupoli e senza cuore. A loro va il pensiero mio e di tutta l’Amministrazione comunale. Non c’è giustificazione alcuna per chi umilia e abusa della sofferenza altrui. La nostra comunità chiede giustizia e verità. Continueremo a vigilare affinché Pachino sia sempre una città che tutela i più deboli, una città giusta, umana, dignitosa”.

L’attività investigativa è nata dalle segnalazioni di alcuni cittadini che hanno raccontato che i disabili erano costretti a vivere in cattive condizioni e senza adeguata assistenza. L’inchiesta avrebbe accertato, inoltre, che anche in un’altra struttura gestita dalla stesse persone, i pazienti erano vessati dagli operatori in servizio con il consenso, e in alcuni casi sotto la direzione, dei responsabili. Secondo l’accusa, schiaffi, pugni e spintoni, aggressioni verbali con urla, ingiurie e minacce avevano determinato nelle vittime avvilimento e frustrazione.

Fra le vicende emerse e citate dalla Procura di Siracusa, quella di una ragazza con problemi psichiatrici che sarebbe stata tenuta legata al letto con strumenti di contenzione ben al di là delle necessità di natura terapeutica. La giovane non era più in grado di alimentarsi ed era costretta a supplicare per avere assistenza, ricevendo punizioni e vessazioni ulteriori. La comunità alloggio e la casa di riposo per l’accusa erano gestite con l’unico fine, quella di massimizzare i profitti a scapito delle condizioni strutturali, igienico sanitarie, funzionali e organizzative. Agli ospiti sarebbero state inoltre somministrate terapie farmacologiche anche di natura invasiva da dipendenti senza titolo professionale, con conseguenti rischi per la salute.

In totale sono tre le strutture sequestrate; due sono quelle finite sotto indagini, per la terza i sigilli sono scattati in quanto riconducibile alla stessa cooperativa, mentre i degenti sono stati presi in carico da altre case di cura.

Per 5 degli indagati è stato disposto il carcere, per altri 7 sono stati disposti gli arresti domiciliari con applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale o professionale di assistenza, cura e custodia di persone anziane, disabili, fragili, per quattro l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


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