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Marzamemi, Festival del Cinema di Frontiera: vince Pablo Larrain con “No. I giorni dell’arcobaleno”

Grande successo per la tredicesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera che si è concluso ieri sera. Con oltre ventimila presenze in sei giorni, la manifestazione è stata molto apprezzata dal numeroso pubblico di cinefili, residenti e turisti che tutte le sere hanno affollato piazza Regina Margherita, il cortile di Villadorata, il loggione della Tonnara, piazza Giardinella, il circolo soci della Banca di Credito Cooperativo di Pachino e l’Isola del Gusto, allestita in via Santa Chiara, adiacente alla piazza principale.

Tanti i personaggi che si sono alternati sui palchi del festival: Beppe Fiorello e Barbora Bobulova, il regista Alberto Sironi, padre televisivo del Commissario Montalbano, il regista e scrittore Roberto Andò, l’attore e montatore Babak Karimi, il regista Pasquale Scimeca, il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, le attrici Guia Jelo, Lucia Sardo e Tiziana Lodato, i registi Egidio Eronico, Giovanna Brogna Sonnino e l’esercente cinematografico Sino Caracappa. E ancora gli scrittori Lorenzo Amurri, Antonio e Viola Di Grado, Elvira Seminara, l’ensemble Darshan, la cantante Rita Botto con la banda di Avola, diretta da Sebastiano Bell’Arte e gli attori Egle Doria ed Emanuele Puglia.

“Questa edizione del Festival è la dimostrazione – ha detto Nello Correale, direttore artistico del Festival – che è ancora possibile fare tante cose insieme e il mio ringraziamento va in particolare a tutti i commercianti e gli abitanti di Marzamemi e Pachino, alle maestranze dietro le quinte, i centinaia di ragazzi che hanno voluto esserci nonostante tutto. Questo dimostra che il Festival del Cinema di Frontiera appartiene a questo luogo e anche se le istituzioni regionali sono state sorde, il territorio si è adoperato affinché questo festival, quello più a sud d’Europa, continuasse ad esistere. Infine, la presenza di illustri registi e attori di fama internazionale, le eccellenze del nostro cinema, confermano che Marzamemi è la frontiera più bella del cinema italiano”.

La serata conclusiva (domenica 28 luglio) è stata inaugurata dalla premiazione dei lungometraggi e dei corti con l’ambito riconoscimento consegnato a “No. I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larrain per la prima sezione e a “Gelati e granite” di Ivano Fachin, girato a Modica, per la seconda. La giuria dei lungometraggi, presieduta dal regista Alberto Sironi, ha assegnato il premio Miglior film a “No. I giorni dell’arcobaleno” perché “Raccontando l’irresistibile vicenda della campagna pubblicitaria inventata dal fronte del no in occasione del referendum sul dittatore Pinochet del 1988, il regista Pablo Larrein trae dalla commedia di Skàrmeta un film emblematico di valore universale, dove il rapporto della politica col futuro, con la speranza, col sogno trova sulla forma di un geniale pamphlet sull’impostura e sulla auspicabile rivitalizzazione della comunicazione, scommettendo sull’innesto dell’impossibile sul reale”. Il premio è stato ritirato dalla madrina del Festival, l’attrice Barbora Bobulova che dal palco ha detto: “E’ stato tutto fantastico, speriamo di vederci anche l’anno prossimo”.

Il premio per la sezione corti è invece stato ritirato dal regista Ivano Fachin e il protagonista della pellicola, il gelataio don Gioggino Di Rosa che con la sua simpatia ha conquistato il numeroso pubblico del Cinema di Frontiera. Ha consegnato il presidente della giuria di Con-Corto, Egidio Eronico che ha letto le motivazioni del premio: “Per la felicità del linguaggio documentaristico. Che, tra realtà e immaginazione, ci restituisce il ritratto di don Giuggino, icona della città di Modica, che ha accompagnato diverse generazioni, con i suoi coni da passeggio e le sue granite al limone”.

Menzioni speciali al lungometraggio “Salvo” di Antonio Piazza e Salvo Grassadonia, consegnato a Daniele Ciprì, direttore della fotografia del film premiato anche a Cannes, e al film “The Parade” di Srdjan Dragojevic “Per aver saputo magistralmente affrontare la resa dei conti con la cultura del proprio Paese, con le sue laceranti divisioni, restituendo al diritto e alla libertà la cittadinanza dovuta, in un continuo gioco di invenzioni e in un altalena di toni leggeri e surreali che non perde mai d’intensità”.

Menzione speciale anche a Ilenia Maccarrone, interprete del corto “Importante, molto importante” di Alessandra Pescetta “Per la forza e la grazia con cui ha interpretato un ruolo non semplice, dai risvolti sobriamente malinconici, in una recitazione mai banale e priva di cliché.

L’ultima serata del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, diretta artisticamente dal regista Nello Correale in collaborazione con Sebastiano Gesù, ed organizzata dal Centro commerciale Naturale di Marzamemi, ovvero i commercianti del borgo marinaro, e dal Cinecircolo Festival internazionale del Cinema di Frontiera coordinati da Sebastiano Diamante ed Enzo Fallisi con il contributo e supporto del Comune di Pachino, si è conclusa con la proiezione del corto vincitore e del film “Carlo!”, docuritratto su Carlo Verdone di Fabio Ferzetti e Gianfranco Giani. Ma non è finita qui.

I numerosi spettatori di piazza Regina Margherita, che si sono dilettati gustando le prelibatezze del territorio distribuendosi nei numerosi ristoranti del borgo, ma anche visitando l’Isola del Gusto del Festival che proponeva le eccellenze del territorio siciliano (non solo il Ciliegino di Pachino ma anche il fagiolo Cosaruciaro di Scicli e le Cudduredde di Delia, per fare qualche esempio) sono rimasti fino a tarda notte incollati ancora al grande schermo.

A serata inoltrata sono stati proiettati un breve filmato sul meglio del festival con le interviste di tutti gli ospiti presenti a Marzamemi, realizzato dal regista Andrea Traina, ed un ultimo documentario di Sebastiano Gesù “Immagini di Sicilia, i mestieri e le tradizioni” realizzato con filmati d’archivio dai primi del ‘900 fino agli Anni 50, che hanno attraversato la storia del cinema mettendo in luce la transizione dalla pellicola al digitale.

Miglior film
No. I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larrain (Cile 2012, 110’)
Raccontando l’irresistibile vicenda della campagna pubblicitaria inventata dal fronte del no in occasione del referendum sul dittatore Pinochet del 1988, il regista Pablo Larrein trae dalla commedia di Skàrmeta un film emblematico di valore universale, dove il rapporto della politica col futuro, con la speranza, col sogno trova sulla forma di un geniale pamphlet sull’impostura e sulla auspicabile rivitalizzazione della comunicazione, scommettendo sull’innesto dell’impossibile sul reale.

Menzione speciale
Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia  (Italia- Francia 2013, 118’)
La giuria non può fare a meno di menzionare il grande valore formale che la fotografia di Daniele Ciprì ha impresso al film “Salvo”, una fotografia in cui in modo esemplare si giocano le geometrie del destino individuale e la possibile redenzione collettiva in un luogo come la Sicilia.

Menzione speciale
The Parade di Srdjan Dragojevic (Serbia, Germania, Ungheria, Slovenia, Croazia 2011, 115’)
Per aver saputo magistralmente affrontare la resa dei conti con la cultura del proprio Paese, con le sue laceranti divisioni, restituendo al diritto e alla libertà la cittadinanza dovuta, in un continuo gioco di invenzioni e in un altalena di toni leggeri e surreali che non perde mai d’intensità

CON-CORTO 2013, I VINCITORI

Miglior Corto
Gelati e granite di Ivano Fachin (Italia 2012, colore, Hdv, 20’)
Per la felicità del linguaggio documentaristico. Che, tra realtà e immaginazione, ci restituisce il ritratto di don Giuggino, icona della città di Modica, che ha accompagnato diverse generazioni, con i suoi coni da passeggio e le sue granite al limone.

Menzione speciale come migliore attrice a Ilenia Maccarrone, interprete del corto Importante, molto importante di Alessandra Pescetta (Italia 2013, colore, HD, 12’).
Ottima protagonista del film breve. Per la forza e la grazia con cui ha interpretato un ruolo non semplice, dai risvolti sobriamente malinconici, in una recitazione mai banale e priva di cliché.


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