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Pachino, 90 giorni da vicesindaco. Tutta la delusione di Spiraglia: “Mi sono fidato di alcuni personaggi di viaggio”

Aveva ritirato la propria candidatura per sostenere la Petralito

La campagna elettorale di Alfredo Spiraglia era partita nella lontanissima estate del 2018: il consiglio comunale non era ancora stato sciolto e l’ex consigliere comunale puntava dritto alla fascia tricolore. E così è stato per tre anni, fino a settembre del 2021, a meno di un mese dalle elezioni amministrative, quando ha deciso di ritirare la propria candidatura a sindaco, disintegrare la propria coalizione e siglare un patto con Carmela Petralito, Franco Ristuccia e via dicendo. Ad essere Vicente doveva essere il ticket Petralito- Spiraglia, ma lo è stato solo per il sindaco (e per il presidente del consiglio comunale), che hanno scaricato Alfredo Spiraglia dopo 90 giorni.

E prima ancora lo avevano scaricato i suoi consiglieri comunali Ninni Nicastro, Aldo Russo e Maria Concetta Monaco, tramite una lettera di sfiducia fatta pervenire al sindaco. “Chiedo innanzitutto scusa ai cittadini – ha dichiarato Spiraglia – due volte: la prima per avere rinunciato a correre come sindaco e la seconda per essermi fidato di alcuni personaggi di viaggio. Uno transitato da Crocetta a Musumeci, l’altro un professionista della politica sia di destra che di sinistra”. Spiraglia era il nome attorno cui ruotava un accordo provinciale di sintesi tra partiti del centrodestra (Fdi e #dB).

Mi avevano chiesto di fare un passo indietro per il bene della coalizione – ha raccontato l’ex vicesindaco – Doveva esserci un ticket sindaco – vice sindaco ed io ho accettato fidandomi dei miei interlocutori. Non faccio drammi, ma non si mettano in testa che farò lo Schettino di turno. Continuerò a lavorare nel nuovo Progetto per Pachino, per migliorare la qualità della vita della città dove sono nato”.


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