Pachino, ammazzato per una dose di droga

Accusati dell’omicidio sono Raffaele Forestieri e il nipote Paolo Forestieri, ucciso a marzo del 2015

La dose di eroina era poca e di scarsa qualità, così ha osato ribellarsi. Dunque meritava di essere ammazzato e il suo corpo seppellito. Dopo 5 anni di indagini hanno volti e nomi gli autori di quello che oramai può essere considerato un omicidio. Emanuele Nastasi, scomparso a gennaio del 2015 a 33 anni e il cui corpo non è mai stato trovato, stando a quello che emerge dalle indagini dei carabinieri è stato ucciso da Raffaele Forestieri, 42 anni, conosciuto come “Rabbiele”, e dal nipote Paolo Forestieri, ucciso a marzo del 2015. Stanotte i militari dell’Arma hanno arrestato Rabbiele Foriestieri al quartiere popolare di via Mascagni, sorvolato già dalle 4 da un elicottero che ha svegliato l’intera città, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Siracusa, Salvatore Palmeri.

Durante le perquisizioni eseguite al momento dell’arresto, i carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, 77 proiettili del medesimo calibro, 16 grammi di cocaina e ben 900 grammi di marijuana, banconote di vario taglio per mille 200 euro, tutto materiale rinvenuto nelle pertinenze delle case popolari dove vive Forestieri. Saranno ora svolti specifici accertamenti per attribuire la riconducibilità del materiale sequestrato ed in particolare l’arma sarà inviata al Ris di Messina perché su di essa siano svolti specifici accertamenti dattiloscopici e balistici utili a stabilire chi ne fosse il detentore e se essa sia stata già utilizzata in qualche evento delittuoso in passato.

Quando è scomparso Emanuele Nastasi, aveva 33 anni. Dalla ricostruzione delle ultime ore della sua vita fatta dagli investigatori, la sera del 4 gennaio 2015 era uscito di casa per andare a prelevare al bancomat 150 euro e aveva rifiutato l’invito di un amico dicendo di non sentirsi bene. L’unico esito immediato che hanno avuto le ricerche è stato il ritrovamento della carcassa della sua autovettura, una Fiat Panda di colore azzurro, rinvenuta carbonizzata in contrada Camporeale, tra Pachino e Marzamemi.

Gli elementi raccolti nel corso degli anni dai carabinieri della compagnia di Noto, le cui indagini sono state dirette dal sostituto procuratore, Gaetano Bono e coordinate dal procuratore aggiunto, Fabio Scavone, hanno portato ad ipotizzare l’omicidio dell’uomo e l’occultamento del cadavere. Infatti i carabinieri sono riusciti a trovare alcuni resti umani infondo a un pozzo.

Così a maggio del 2019 la Procura di Siracusa, visti i nuovi elementi emersi, ha riaperto le indagini.

Per 80 grammi di eroina
Per i Carabinieri l’omicidio sarebbe avvenuto perché Nastasi si sarebbe lamentato con i suoi pusher per una dose di 80 grammi di eroina di scarsa qualità e quantitativo inferiore. Così avrebbe meritato la morta, che al momento resta senza cadavere.


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