Andrea Ferrara, che un anno fa sfidò Roberto Bruno al ballottaggio per la sindacatura, ha lasciato il Megafono, il partito che sostiene il presidente della Regione Rosario Crocetta.
È di pochi giorni fa la notizia del commissariamento del circolo del Megafono di Pachino, con cui il coordinatore provinciale Alberto Lupo ha rimosso Aldo Russo (Leggi Qui) dalla direzione di un circolo locale che, dice amareggiato Ferrara in disaccordo con la scelta, non esiste più.
“Non scelsi il Megafono per affiliazione al centro-sinistra: per me conta di più la bellezza di aiutare le persone che i partiti. Il Megafono nacque come movimento contro il malcostume e il malaffare. Crocetta di presentava come il rottamatore, il demolitore di pratiche consolidate; a distanza di qualche anno, si può dire che ha demolito solo la Sicilia e i siciliani”. Le cause del fallimento? La scelta di cattivi collaboratori “e il fatto di essere vittima del PD, con a capo il senatore Lumia, che si crede un “unto del Signore””.
“Ci tengo a esprimere gratitudine per Carmelo Spadaro e Giovanni Giuca, due persone di valore – dice ancora Ferrara – Sono stati pionieri nella provincia di Siracusa, ma sono stati usati dal partito, che avrebbe dovuto valorizzarli per quello che avrebbero potuto dare al territorio. Invece – accusa – è stata favorita qualche ragazzetta che, figlia di qualche potente ma senza particolari meriti, ha occupato ruoli prestigiosi di responsabilità”.
“Personalmente non sono interessato a nessun incarico – continua – Vorrei piuttosto che da parte del partito si ponessero una mano sulla coscienza: tutta la zona sud ha risposto alla richiesta di consenso elettorale: Pachino è la città che al Senato ha dato i maggiori consensi al Megafono. Ora pensino a Pachino, a portare risorse e fondi, non per la cultura improduttiva e fine a sé stessa, ma per interventi concreti. Pensino ad agevolare gli investitori italiani e comunitari, con la clausola di far lavorare la manodopera locale”.
Quando gli si chiede dei futuri progetti politici, Ferrara si schermisce: “Ho rifiutato diverse proposte, anche da esponenti politici nazionali. Non ho smesso di fare politica; sono a disposizione di chi posso aiutare, nel mio piccolo, ma per ora non ho nessuna affiliazione politica. La vita è fatta di persone che si prendono i meriti, e di altre che fanno le cose”.
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