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Pachino, arrivano i giochi ma il parco urbano rischia di essere chiuso

L’area non avrebbe i requisiti necessari di sicurezza

Dopo due anni di interventi per la riqualificazione finalmente arrivano i giochi per i bimbi: e il parco urbano rischia la chiusura. L’ennesima grottesca vicenda in salsa pachinese si sta consumando proprio nelle ultime ore, e vede tutta l’amministrazione comunale (o ciò che resta) alle prese con l’installazione dei giochi dei bambini. L’installazione è costata quasi 20 mila euro tra soldi spesi dal Comune e dalla Banca di credito cooperativo di Pachino, autorizzata dallo stesso Comune e quasi boccata durante il montaggio dallo stesso Comune per mancanza di autorizzazione che avrebbe dovuto dare lo stesso Comune.

Ma partiamo dall’inizio: i lavori del parco sono iniziati 30 anni fa, nel 2016 c’è stato un timido tentativo di privati dell’associazione Laamp per farli ripartire e nel 2019 l’associazione Borgo sostenibile ha coordinato un intervento di riqualificazione di una porzione di area, quella che comprende il piccolo anfiteatro.

Durante tutto il periodo di governo della Commissione straordinaria (quasi 3 anni), tanti sono stati gli interventi al parco: il ripristino dell’anfiteatro, la potatura degli alberi, la sistemazione dei sentieri. Insomma, il polmone verde di Pachino per la prima volta è tornato a vivere, poiché ha cominciato ad essere anche frequentato da giovani, runners, e ha ospitato anche manifestazioni sportive e culturali. L’attività era così intesa che Borgo Sostenibile e Commissione hanno pensato di predisporre l’installazione di una struttura workout, destinata a chi pratica sport all’aperto, e un piccolo parco giochi per i più piccoli, allo scopo di incentivare la frequentazione del luogo. Inoltre il parco è finito anche tra le opere finanziate (per 2 milioni di euro) dal progetto di Rigenerazione urbana tramite somme messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Nessuno mai si era posto il problema di una mancanza di sicurezza dell’area, nemmeno – a quanto pare – gli uffici comunali quando hanno espletato l’iter per l’acquisto e l’installazione dei giochi. Poi ieri il sindaco, Carmela Petralito, ha fatto irruzione nel parco chiedendo al Comune di fermare i lavori autorizzati dal Comune. La reazione del primo cittadino ha fatto seguito ad un esposto di un consigliere comunale che ha messo in evidenza la mancanza di sicurezza dell’area. Così il parco, dopo il completamento dell’installazione dei giochi, rischia di essere chiuso alla pubblica fruizione.

Chiudere il parco – ha dichiarato Enzo Ferrara, di Borgo Sostenibile – significherebbe offendere centinaia di persone che si sono impegnate per la riqualificazione e tanti bambini a cui sarebbe negata la possibilità di fruirlo. Se il sindaco chiude il parco si deve assumere la responsabilità e deve dichiarare che il Comune blocca un lavoro autorizzato e approvato dal comune stesso”.


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