Una fattura per il canone idrico 2024 dell’importo di 159.097 euro recapitata a un cittadino. È quanto accaduto a Pachino, dove un contribuente si è visto notificare una richiesta di pagamento monstre per una normale utenza domestica.
A rendere nota la vicenda è l’avvocato Fabio Fortuna, che assiste il cittadino coinvolto. Secondo il legale, la somma richiesta sarebbe con ogni probabilità frutto di un errore materiale o di un’anomalia nei conteggi, ma l’episodio sta generando forte preoccupazione tra la popolazione.
Negli ultimi mesi, infatti, diversi contribuenti pachinesi avrebbero ricevuto atti di riscossione per tributi e canoni arretrati, con conseguenti pignoramenti su conti correnti e stipendi. Una situazione che, secondo quanto riferito dal legale, starebbe alimentando un clima di incertezza e tensione.
La cifra indicata nella fattura – oltre 159 mila euro – appare del tutto sproporzionata rispetto ai consumi ordinari di una famiglia. Per questo motivo il contribuente, tramite il proprio avvocato, si attiverà immediatamente per chiedere chiarimenti agli uffici comunali e ottenere la rettifica dell’importo.
Al di là del singolo caso, l’episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei tributi locali e sulle modalità di riscossione adottate negli ultimi tempi. Tra i cittadini cresce il timore di errori nei conteggi e di richieste patrimoniali ritenute eccessive, con il rischio di un contenzioso diffuso.
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