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Pachino cala il poker: 2 donne e 2 uomini a caccia della fascia tricolore |Tutti i candidati

Si voterà il 10 ottobre dopo 2 anni e mezzo di commissariamento

Quattro candidati alla carica di sindaco, 237 al consiglio comunale (per 16 seggi) e 15 liste. Questi i numeri della campagna elettorale più anomala della storia politica di Pachino. Il Comune è commissariato da 2 anni e mezzo per tentativi di infiltrazioni mafiose, dopo i quasi 5 anni dell’ex sindaco Roberto Bruno, che ha governato con una amministrazione a trazione Pd. Proprio il Partito democratico mancherà a queste competizioni, così come saranno assenti i simboli di Articolo Uno e del Partito dei comunisti italiani. Ma tutte e tre le forze politiche hanno già dichiarato sostengo a due candidati, quindi il Centrosinistra viaggerà spaccato. Il commissario del Pd, Antonio Rubino, ha scelto assieme al partito di sostenere Barbara Fronterrè, mentre Gianni Calleri di Articolo Uno e Iachino La Corte del Partito dei comunisti italiani, saranno al fianco del grillino Fabio Fortuna.

Spaccato andrà anche il Centrodestra, ma in questo caso i partiti più importanti sono in campo con i propri simboli. Forza Italia e Lega compaiono nella coalizione di Corrado Quartarone, mentre Fratelli d’Italia e Diventerà Bellissima sosterranno Carmela Petralito. Gli altri partiti nazionali e regionali in campo sono il Movimento 5 Stelle, a sostegno di Fabio Fortuna, e l’Udc, una delle 5 liste di Barbara Fronterrè. Tutte le altre sono liste civiche.

La lunghissima campagna elettorale

La campagna elettorale è partita negli ultimi mesi del 2020, poiché la fine del mandato della commissione straordinaria era prevista per febbraio. Certo, qualcuno si era lanciato molto prima per poi schiantarsi a pochi giorni dalle elezioni, come accaduto a Giordano Metallo Diraimondo, ex coordinatore della Lega e candidato a sindaco per 7 anni, ritirato a 30 giorni dalla data delle elezioni. Oppure Alfredo Spiraglia: i suoni manifesti campeggiano da due anni sulle mura della città: ora sarà il vicesindaco di Carmela Petralito. Ed anche Salvatore Francavilla, che dopo aver annunciato la propria candidatura lo scorso inverno, ha scelto di fare spazio a Barbara Fronterrè. Un logorio interno alle coalizioni che ha falciato illustri candidati, causato soprattutto dal doppio slittamento: prima da febbraio a maggio, poiché le elezioni a Pachino erano state accorpate alla prima tornata utile di primavera, e poi l’ulteriore slittamento in autunno per la pandemia in corso.

Le liste “familiari”

Nelle liste se ne vedono di tutti i colori: dallo scontro uxoricida tra marito e moglie candidati nella stessa lista, e con il figlio indicato assessore. Alla sfida singolarissima tra madre e figlio, sino a quella aziendale, in cui compaiono parte dei lavoratori di una impresa. Tanti i consiglieri comunali che facevano parte dell’ultimo consiglio: Corrado Quartarone, che ora è uno de 4 candidati a sindaco, Francesco Ristuccia, Giuseppe Tuminello e Giuseppe Andrea Campo, Corrado Nastasi, Davide Fronterrè, Sebastiano Spataro, Alessandro Runza, Giuseppe Lupo.


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