Ieri al comune di Pachino è stato istituito il gruppo di lavoro di verifica e monitoraggio della regolarità e trasparenza degli appalti e delle prestazioni in favore della pubblica amministrazione, al fine di inserirne le risultanze nella banca dati istituzionale.
Passaggio necessario per non incorrere in richiami o successive sanzioni irrogabili dall’ Anac di Raffale Cantone che prevederebbero il blocco dei trasferimenti dei fondi statali nelle casse comunali. Conseguenza estrema che comporterebbe un ingente danno alla già precaria situazione di crisi.
La questione non è nuova, considerando che poche settimane fa Pachino è stata al centro delle cronache nazionali per il triste primato nella classifica dei comuni meno trasparenti (Leggi Qui). Sembrano dunque essere smentite le affermazioni del sindaco Roberto Bruno, il quale a seguito della notizia che inseriva Pachino tra i comuni che non hanno soddisfatto le condizioni per la trasparenza, affermava, non solo che il comune fosse in piena regola, ma anche la mancata conoscenza di qualsiasi provvedimento di richiamo da parte dell’ Anac (Leggi Qui).
E pensare che solo a gennaio era stato costituito il nucleo di valutazione formato dal segretario generale dell’ente municipale e da due consulenti esterni per garantire, parole del primo cittadino pachinese, “la corretta, efficace, economica ed efficiente gestione delle risorse pubbliche, unitamente all’imparzialità ed al buon andamento dell’azione amministrativa”.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni