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Pachino, Crisi di maggioranza: nasce il fronte degli scontenti

Ieri sera la prima riunione che ha l’obiettivo per avviare un nuovo dialogo con il sindaco

Fanno parte del gruppo i consiglieri che si sentono un po’ messi da parte e gli assessori allontanati. Sono gli “scontenti” della maggioranza guidata dal sindaco, Carmela Petralito, e si sono riuniti ieri sera per chiedere al primo cittadino di risolvere al più presto la situazione e trovare una soluzione all’impasse politico che sta paralizzando la macchina amministrativa, cominciato con la vittoria delle elezioni lo scorso ottobre.

L’elemento che ha messo assieme i consiglieri Angelo Pantoni (UniAmo Pachino), Giuseppe Lupo, Sebastiano Gabeli e Nuccia Burgaretta (Fdi) e Alfredo Spiraglia (#dB) e Roberto Arangio (Fdi) sarebbe l’esclusione dal ragionamento di ricostruzione della maggioranza, in vista di un azzeramento di quel che resta della giunta e che sembra diventato più complicato di quello che si potesse pensare. Non si riesce a concludere perché si cerca disperatamente una quadra che non si trova: dalle ultime notizie trapelate dal palazzo comunale di via XXV Luglio, il nuovo esecutivo dovrebbe contenere due esponenti di #diventerà Bellissima (Ninni Nicastro e Martina Giuliano), due di Cambiamenti (Giuseppe Campo e Daria Di Maio).

Si attende ancora il quinto nome che potrebbe essere espressione di uno o più consiglieri comunali appartamenti al partito della Meloni. Ma i nomi sciorinati nelle ultime ore pare non siano graditi a chi attualmente muove le fila della maggioranza. Così questo gruppo di scontenti, fermo restando l’intento di rimanere in maggioranza e sostenere Carmela Petralito, chiederà al sindaco di trovare una soluzione per tirare fuori l’amministrazione dalla fase di stallo, anche attraverso “decisioni importanti”.

In parole povere gli scontenti vorrebbero avere un ruolo di primo piano, e stanno cercando di spezzare l’asse “Franco Ristuccia – Aldo Russo”, a cui il sindaco sta facendo affidamento per riportare la pace in maggioranza e ricomporre un esecutivo zoppo da parecchio tempo.


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