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Pachino, il destino della scuola Bartolo: ora scendono in strada gli studenti: manifesteranno in Prefettura a Siracusa

Il rappresentante d’istituto Angelo Bufardeci: “Vogliamo rassicurazioni sul nostro futuro”

Le certezze non arrivano dalle istituzioni, così gli studenti hanno deciso di protestare. “Vogliamo rassicurazioni – ha detto il rappresentante d’istituto, Angelo Bufardeci -, sul nostro futuro”. Venerdì gli studenti del primo istituto superiore “Michelangelo Bartolo” andranno a protestare pacificamente sotto il palazzo della Prefettura a Siracusa, in piazza Archimede. L’immobile di viale Aldo Moro che ospita Liceo, Tecnico e Nautico, il 24 ottobre sarà sottoposto a sgombero (a seguito di sentenza del tribunale) poiché il Libero consorzio di Siracusa non paga da anni i canoni di affitto al proprietario.

Dopo mesi di dibattito, confronti in più tavoli istituzionali, si è giunti a ridosso della data del sgombero e all’orizzonte sembra non prospettarsi nessuna soluzione certa e che possa garantire il prosieguo delle lezioni per le classi di viale Aldo Moro. Gli studenti hanno preso parte sia alla Commissione Cultura dell’Ars, in cui si è discussa una proposta di una somma da inserire nella finanziaria regionale 2020, sia al confronto in prefettura di venerdì scorso, dove sarebbe emerso che una eventuale requisizione dell’immobile per pubblica utilità risulterebbe una ipotesi difficilmente attuabile. 

Vogliamo difendere e mettere al primo posto il diritto allo studio – hanno dichiarato gli studenti Angelo Bufardeci, Giovanni Paolo Sultana e Simone Miceli – che ci appartiene e di cui rischiamo di esserne privati.  Pretendiamo che la vicenda venga affrontata per la reale gravità che ci presenta”. Così gli studenti hanno deciso di scendere in strada per manifestare il loro disagio e lo faranno venerdì mattina davanti alla prefettura di Siracusa. “Una iniziativa assolutamente pacifica – hanno precisato i tre – che serva a sollecitare chi di dovere per risolvere la questione e permetterci di continuare la nostra attività scolastica. Chiediamo urgentemente un intervento risolutivo, affinché si possa diffondere una maggiore sensibilizzazione finalizzata ad ottenere il maggior sostegno possibile e far capire l’importanza dei motivi che ci hanno spinto a muoverci”. 


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