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Pachino, è rottura tra sindaco e maggioranza: il presidente Ristuccia verso le dimissioni

Un’altra lettera sarà recapitata a Carmela Petralito

Un’altra lettera, al vetriolo, che ha il sapore di una delle ultime pagine del brevissimo romanzo. Durato appena 5 mesi. Sembrerebbe definitiva la rottura tra il sindaco, Carmela Petralito, e la sua maggioranza. Non è bastato azzerare la giunta a gennaio – a soli 90 giorni dalla vittoria alle elezioni – perché sarà necessaria una ripartenza.

Da ogni punto di vista, anche quello dell’esecutivo. E se la prima missiva arrivata al tavolo della “sindaca” pare sia stata integralmente ignorata dalla professoressa Petralito, non lo sarà la seconda, poiché potrebbero esserci pesanti ripercussioni politiche, stando a quanto si legge dal nuovo documento partorito dai partiti di maggioranza.

Fratelli d’Italia, #diventerà Bellissima, Uniamo Pachino e Cambiamenti hanno deciso di rinfrescare la memoria del sindaco, esprimendo “forte preoccupazione per l’andamento dell’azione politica ed amministrativa del governo locale – si legge nella nota a firma dei coordinatori e segretari dei partiti di maggioranza e che arriverà sulla scrivania di Carmela Petralito – è ormai lampante l’allontanamento del primo cittadino dalla sua maggioranza in consiglio comunale, disarcionata e lesa nella propria dignità per aver evidenziato un dato allarmante: nessun punto del programma elettorale ha trovato riscontro nei fatti né si lascia intendere lo troverà, interrompendo il patto con la città colma di problemi”. Il messaggio è chiarissimo: “cara sindaca, sei senza consiglieri comunali”.

Infatti, il gruppo di Cambiamenti ha deciso integralmente di prendere le distanze dal sindaco, con Franco Ristuccia, Salvatore Avolese e Alessia Tropiano, così come Angelo Pantoni di “Uniamo Pachino”, Aldo Russo di #diventerà Bellissima, Sebastiano Rosa dell’Udc e i consiglieri di Fratelli d’Italia, Sebastiano Gabeli e Giuseppe Lupo. Dalla parte di Carmela Petralito al momento sarebbero rimasti il vicesindaco e consigliere Ninni Nicastro, Maria Concetta Monaco e Nuccia Burgaretta.

E per dare una spallata definitiva al sindaco, il presidente del consiglio comunale, Franco Ristuccia, avrebbe lasciato intendere di potersi dimettere per garantire libertà di manovra nell’ottica di un nuovo assetto di maggioranza. Se ci dovessero essere le condizioni. Indiziati speciali allo scranno più alto di via XXV Luglio sono Aldo Russo e Angelo Pantoni, dimostratosi quest’ultimo molto critico nei confronti di Carmela Petralito.

I partiti nella seconda missiva lamentano “l’assenza in giunta di due movimenti politici – spiegano i coordinatori – che hanno contribuito, per metà dei consensi, alla vittoria della coalizione (che) dimostra la scarsa considerazione non tanto dei gruppi che vi appartenevano, quanto della volontà popolare che il Sindaco sembra dimenticare, attuando la (decantata) strategia “del silenzio””.

L’attacco della maggioranza è spietato: il sindaco è accusato di “perdere importanti risorse – continua la nota – previste dai bandi regionali e dal PNRR (scuole, mense, periferie, monumenti, aree commerciali), lasciati scadere drammaticamente mentre si aspetta che dal cielo cadano le soluzioni ai gravi problemi sui tributi, sul sistema idrico-fognario, sulle opere pubbliche, sull’efficienza degli uffici comunali. Non basta annunciare di lavorare per la città a testa bassa, occorre metterlo in pratica senza incertezze ed assumendosi le proprie responsabilità, accettando le opinioni di chi rappresenta la maggioranza dei cittadini”.

Poi l’appello finale, che sembra proprio un aut-aut: “invitiamo il sindaco a chiarire e rendere pubbliche le proprie posizioni, affinché questa maggioranza possa compiere scelte inequivocabili. La città non ha bisogno di incertezza ed indecisione: occorre, invece, mettere da parte ambizioni e pregiudizi, cogliendo l’opportunità storica che ci è stata affidata”.


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