“Mentre i cittadini continuano a fare i conti con reti idriche obsolete, perdite d’acqua, carenze infrastrutturali e sistemi di depurazione insufficienti, la provincia di Siracusa assiste all’ennesima occasione mancata. La chiusura del bando relativo al Fondo Idrico SFNIISSI, inserito nell’ambito del PNRR e finanziato con un miliardo di euro del programma Next Generation EU, certifica una sconfitta per il nostro territorio. Una misura che avrebbe potuto finanziare fino al 90% degli investimenti necessari per ammodernare le reti idriche, ridurre le perdite, realizzare e adeguare impianti di depurazione e rafforzare la resilienza contro la crisi idrica è stata sostanzialmente ignorata. A pagare il prezzo di questa inerzia non saranno i sindaci, gli amministratori o i vertici delle società coinvolte. A pagare saranno i cittadini”, così in una nota Corrado Fioretti, coordinatore del Movimento 5 Stelle Siracusa Sud.
“Il Movimento 5 Stelle Siracusa Sud aveva lanciato l’allarme con largo anticipo, invitando le amministrazioni locali a cogliere questa straordinaria opportunità di finanziamento. Un appello rimasto inascoltato. Ancora più grave appare il comportamento di quei Comuni della provincia che, nei rispettivi Consigli Comunali, hanno sostenuto e approvato il percorso che ha portato alla nascita della gestione mista pubblico-privata del servizio idrico attraverso Siracusa Acque S.p.A. Ai cittadini era stato prospettato un modello capace di garantire efficienza, programmazione e investimenti. Oggi, però, i fatti raccontano una realtà diversa: mentre il territorio continua ad attendere opere strategiche, si perde una delle più importanti occasioni di finanziamento pubblico degli ultimi anni. La domanda è semplice: come è possibile che una struttura nata per programmare e gestire il servizio idrico integrato non sia stata in grado di intercettare una misura così rilevante per il futuro delle nostre comunità?”, aggiunge.
“Mentre altre realtà si organizzano per reperire risorse e realizzare infrastrutture moderne, nella provincia di Siracusa si continua a rincorrere le emergenze senza una visione strategica. Le reti colabrodo restano tali, la questione depurazione continua a rappresentare una criticità cronica e le opportunità offerte dai fondi europei vengono lasciate scorrere via. Chi ha votato a favore di questo modello di gestione ha oggi il dovere politico e morale di spiegare ai cittadini perché il territorio non sia stato messo nelle condizioni di partecipare a un bando che avrebbe potuto cambiare radicalmente il futuro del sistema idrico provinciale”, continua.
“La provincia di Siracusa non aveva bisogno di nuove strutture burocratiche. Aveva bisogno di investimenti, progettazione e risultati. Il miliardo di euro messo a disposizione dal PNRR rappresentava una possibilità concreta. Oggi quella possibilità è sfumata e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità davanti ai cittadini”, conclude.