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Pachino, il “matrimonio” tra Pd e M5S: per i democratici è “sì”, per i grillini è “no”

Dopo il vertice tra Anthony Barbagallo e Giancarlo Cancelleri

Lupo, Fortuna, Calleri, Nicastro

I democratici sono possibilisti, per i pentastellati non ci sarebbero (ancora) le condizioni. È una fase complessa e spigolosa quella del “fidanzamento” tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle, per sostenere la candidatura di Fabio Fortuna a sindaco. La coalizione dei democratici con candidato Angelo Maione si è sciolta come neve al sole e l’incontro tra i vertici regionali dei due partiti è stato solo l’atto terminale di un processo di disgregamento già iniziato da diverse settimane. Così i democratici stanno valutando seriamente l’ipotesi di convergere nella coalizione a traino M5S di cui fanno parte Articolo Uno e il movimento Io Cambio Pachino.

E nonostante un confronto interno serrato in molti considererebbero tale ipotesi l’unica plausibile per affrontare la campagna elettorale prevista il prossimo autunno.

“Abbiamo avviato un dibattito interno al partito – ha dichiarato Vitaliano Dilorenzo – ma nessuno decisione è ancora stata presa. Stiamo valutando”. Meno possibilisti i pentastellati. “Al momento – è lapidario il portavoce cittadino del M5S – non ci sono le condizioni per andare col Pd. Domani non si sa”.

E le condizioni sarebbero chiare e a dettarle sono i grillini: niente ex consiglieri ed ex amministratori candidati nella lista del Pd. Un diktat che, fino a pochi giorni fa, sarebbe parso inaccettabile dai democratici e, invece, pare che il Pd stia riflettendo seriamente sull’attivare la modalità “low profile” e accodarsi al nuovo progetto progressista cittadino.


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