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Pachino, il nuovo Consiglio comunale: seggio all’Udc, ma è subito polemica

Sarà il coordinatore dei centristi, Sebastiano Rosa

Il sedicesimo seggio in Consiglio comunale sarà assegnato all’Udc. Ma la polemica è già dietro l’angolo, poiché secondo il movimento Rinascita, che concorre al seggio, i centristi non avrebbero ottenuto il 5% necessario a partecipare alla ripartizione. Ma andiamo ai fatti.

Ieri si sono concluse le operazioni di scrutinio dei voti di lista delle 24 sezioni comunali, e dai dati che emergono il seggio in bilico nelle fila dell’opposizione andrà al partito centrista. L’Udc, infatti, ha incassato 496 voti di preferenza, ottenendo la possibilità di partecipare alla distribuzione dei seggi. La soglia di sbarramento è stata calcolata a 496,30 su 9 mila 926 voti validi. Il calcolo matematico da il risultato di 4,997, soglia che per chi detiene il potere di decidere basterebbe ad assegnare il seggio all’Udc.

Rinascita non ci sta, perché se l’Udc non raggiungesse il 5 per cento il seggio scatterebbe a Peppe Gambuzza.

La normativa – ha dichiarato Sebastiano Mallia coordinatore di Rinascita – prevede che ‘non sono ammesse all’assegnazione dei seggi nei consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, le liste che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del totale dei voti validi espressi. Inoltre, nessuna norma elettorale prevede procedure di ‘arrotondamento’ alla cifra superiore che determinerebbe una chiara violazione della volontà popolare con la costituzione di una sorta di ‘voto artificiale’. Casomai l’arrotondamento andrebbe fatto per eccesso e non per difetto. Se l’UDC vuole entrare nel Consiglio Comunale, trovi almeno un voto in più e saremo fra i primi ad esserne contenti”.

Ma c’è anche un retroscena politico sulla vicenda, oltre che tecnico. Sebastiano Rosa, se eletto (tra i banchi di opposizione) sarebbe pronto a sostenere la maggioranza. “Sarebbe il primo caso in assoluto – sbotta Mallia – che un consigliere passa dall’opposizione alla maggioranza prima di essere proclamato, sia pure attraverso quella che possiamo definire poeticamente la ‘finestra’ di un inesistente ‘voto arrotondato”.


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