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Pachino, il ritorno dell’ultimo dei comunisti, La Corte: “mi candido anch’io”

L’ex deputato regionale è esponente del PCI

Gioacchino La Corte

Sono costretto a scendere in campo, perché se i candidati sono questi…”. È il ritorno di Gioacchino La Corte, l’ultimo dei romantici comunisti pachinesi, che sta riflettendo sull’ipotesi di lanciare l’ennesima candidatura a sindaco.

La Corte, 76 anni, è stato l’ultimo deputato regionale pachinese dal 1996 al 2001, eletto nelle fila di Rifondazione Comunista. Con un passato da consigliere comunale e assessore, e sempre con i simboli della falce e del martello, ha provato diverse volte a sedere sullo scranno più alato del palazzo comunale di via XXV Luglio. Senza mai riuscirci. Almeno fino ad ora.

Se la città arriva nelle mani di questi candidati – è lo sfogo di La Corte – sarà una sconfitta per tutti i cittadini. Così sto pensando di mettermi nuovamente in moto per lanciare la mia candidatura”.

Forte di essere stato l’ultimo politico pachinese ad essere stato seduto sugli scranni di Sala d’Ercole, e con il vessillo del Partito Comunista Italiano rifondato nel 2016, Iachino La Corte sta costruendo la basi per una nuova avventura politica, dopo la “pausa” del 2014.

E sarebbe l’ottavo candidato alla poltrona di sindaco per le elezioni amministrative previste in primavera.

Non ci sono state solo cattive amministrazione in questa città – è il punto di vista dell’ex parlamentare regionale – ma anche l’opposizione ha avuto un ruolo determinante nella distruzione di Pachino: perché è stata solo distruttiva e non costruttiva, come avveniva nel passato. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”.

E se negli anni passati il refrain era “Non c’è elezione senza Iachino La Corte”, ecco il ritorno dell’ultimo comunista. Chissà che non sia la volta buona per coronare una brillante carriera politica che va avanti da più di mezzo secolo. Sempre (e per sempre) con la falce e il martello.


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