Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dall’avvocato Giuseppe Gurrieri a nome delle figlie di Antonio Dimaiuta, sorelle di Enrico sulla vicenda che riguarda la ”guerra tra bande” a Pachino (Leggi Qui) e a faide spesso ricondotte a vendetta.
“Tale notizia, ci offende perché ci dipinge come mandanti di azioni delittuose lontane dai nostri ideali e pertanto vogliamo manifestare tutto il nostro disappunto per quanto affermato nelle varie testate giornalistiche, atteso che tutto ciò risulta molto lontano dal vero, non confermato e privo di ogni fondamento. Nostro fratello Enrico si trova in carcere da quando si è presentato spontaneamente al pubblico ministero che conduce le indagini sull’omicidio di Paolo Forestieri, dimostrando di riporre la sua vita nelle mani della giustizia, consapevole delle sue responsabilità.
Dall’episodio di lunedì di Pasqua, il nostro pensiero fisso è stato quello di assistere nostro padre, per garantirgli una degenza quanto meno sofferta possibile, consapevoli che sarà ancora lunga e che molto probabilmente dovrà subire altri interventi chirurgici. Lui stesso, dal momento del suo ferimento, si è rivolto con fiducia alle forze dell’ordine ed alle cure dei sanitari senza nutrire alcun desiderio di vendetta nei confronti di alcuno. Tutti noi speriamo e ci auguriamo che non debbano più ripetersi episodi del genere, consapevoli che la magistratura farà il suo corso per accertare le responsabilità di ognuno e irrogare le condanne ritenute più giuste“.
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