In tendenza

Pachino, la politica: “vogliamo l’ospedale di comunità”. Ma dopo la guardia medica e il Pte rischia anche la Rsa

Era presente Giuseppe Consiglio, direttore distretto sanitario di Noto dell’Azienda sanitaria provinciale

Tutti vogliono l’ospedale di comunità, perché si sono resi conto che la zona sud è stata ignorata per l’ennesima volta. È stata convocata una seduta aperta del consiglio comunale per chiedere a gran voce che la Regione si accorga di Pachino, Portopalo e Rosolini e il paradosso è che è emerso un altro probabile disservizio sanitario: dopo il blocco della guardia medica e i problemi al Presidio territoriale d’emergenza, rischierebbe anche la Residenza sanitaria assistenziale.

La seduta, svoltasi all’ex cinema Diana, per le prime 3 ore è stata prevalentemente una passerella di candidati alle prossime elezioni regionali: erano presenti parlamentari regionali (o ex) che hanno difficoltà a capire che Pachino si trova in provincia di Siracusa. Ieri sera, comunque, hanno dato il loro sostegno alla sanità (a parole e solo pochi mesi prima delle elezioni). Hanno partecipato alla seduta il sindaco di Pachino, Carmela Petralito, il sindaco di Portopalo, Gaetano Montoneri, il vicesindaco di Rosolini, Luigi Fratantonio, i consiglieri comunali e la giunta di Pachino e poi i deputati dell’Ars Giovanni Cafeo, Giorgio Pasqua, Daniela Ternullo e gli ex parlamentari regionali Gioacchino La Corte, Enzo Vinciullo, Mario Bonomo.

Unico rappresentate dell’Azienda sanitaria provinciale, Giuseppe Consiglio direttore del distretto di Noto, che è stato fatto intervenire per pochi minuti solo alla fine della seduta. E’ stato approvato all’unanimità un documento, proposto dal sindaco, con cui si chiede all’assessore regionale alla Sanità di rivedere il piano regionale del Pnrr per destinare un ospedale di comunità anche a Pachino (che sarebbe poco più di un servizio infermieristico). Ma nemmeno questo ha evitato la polemica, perché l’istanza pare non sia stata condivisa da tutta la maggioranza prima di arrivare in aula. “Abbiamo approvato il documento – ha dichiarato il consigliere comunale Aldo Russo – per senso di responsabilità. Ma il sindaco mi auguro possa tenere bene in mente che nella sua maggioranza c’è un partito (#dB) che esprime 3 consiglieri comunali ed è lo stesso del presidente della Regione e dell’assessore alla Sanità: abbiamo già avviato un confronto col Governo sia per il Pte che per l’ospedale di comunità, e siamo cofirmatari del documento sulla sanità durante l’ultimo consiglio comunale assieme al consigliere Pantoni”.

A infierire il colpo mortale alla seduta è stato il deputato Cafeo, che ha annunciato che la Rsa rischia la chiusura per carenza di pazienti. “Voglio sollecitare le 3 amministrazioni della zona sud per una cosa che sula carta è stata conquistata – ha dichiarato Cafeo – ma è inutile fare il bando, la gara e poi inspiegabilmente non arrivano i pazienti. E speriamo che qualcuno controlli. Perché se continua ancora così l’Rsa rischia la chiusura”.

La sanità non è stata assente nella zona sud – ha dichiarato Consiglio – non è possibile essere senza guardia medica e senza Pte”. Il direttore del distretto ha comunicato che provvederà tempestivamente alla riattivazione del servizio di consultorio familiare, inattivo poiché il personale è andato in pensione. Riguardo la Rsa, consiglio ha risposto che “la struttura rischiava di essere smantellata – ha sottolineato Consiglio – ma è stata salvata, ed ora è una realtà”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo