Pachino, la proprietà del palazzo di piazza Ugo La Malfa: dopo 25 anni l’Asp vince la battaglia legale

La struttura ospita l’Anagrafe canina comunale, il centro di riabilitazione dell’Aias, la confraternita Misercirodia, l’Unicef, l’Associazione nazionale marinai italiani, e le associazioni e CantoInCoro e Zero 90.

Il palazzo di piazza Ugo La Malfa

Una di quelle storie all’italiana, anzi, alla siciliana: dopo un quarto di secolo di controversie legali tra Azienda sanitaria e Comune di Pachino, che si sono contesi la proprietà del palazzo ex Inam di piazza Ugo La Malfa, finalmente la giustizia ha stabilito che ad avere ragione è l’Asp di Siracusa. Ed è iniziato lo sgombero dei locali. Fuori l’Anagrafe canina comunale, il centro di riabilitazione dell’Aias (Associazione italiana assistenza spastici), la confraternita Misercirodia, l’Unicef, l’associazione nazionale marinai, l’associazione CantoInCoro e Zero 90.

La sentenza della corte d’appello di catania è arrivata negli uffici comunali a metà ottobre, e si sta già provvedendo a darne esecuzione. La vicenda risale agli anni ’90: la struttura di piazza La Malfa, realizzata dal Comune, ospitava il poliambulatorio dell’Asp, poi traferito nella struttura di contrada Cozzi, nell’edificio che avrebbe dovuto essere l’ospedale di Pachino. Quando il palazzo di piazza La Malfa è rimasto libero, è iniziata la lunghissima controversia tra Asp e Comune, passata sia dal giudice ordinario che dal Tribunale amministrativo regionale.

Nel frattempo la struttura ha ospitato anche il giudice di pace, l’anagrafe canina comunale, è stata la “casa” di diverse associazioni e da 30 anni è sede del centro di riabilitazione dell’Aias di Pachino. 

In primo grado il tribunale di Siracusa aveva dato ragione al Comune, ma in secondo grado l’Azienda sanitaria ha vinto la battaglia, dopo 25 anni. Pare che il cavillo legale sia legato ad una legge regionale, in forza della quella tutte gli edifici che ospitavano strutture sanitarie regionali, pur essendo di proprietà di altri enti, transitavano automaticamente nel patrimonio della Regione. Così, dopo 25 anni, tutti fuori, compresa l’anagrafe canina comunale. E tra l’altro, pare che l’edificio in questione sia già inserto nel piano di alienazione dei beni patrimoniali dell’Azienda sanitaria siracusana. 


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