Pachino, l’appello della Cgil alla politica: “avviare un tavolo di crisi permanente”

Il segretario Antonio Armone: “Individuare percorsi virtuosi di prospettiva di cambiamento nella ripartenza”

Da sinistra Antonio Armone e Sebastiano Malandrino (Cgil)

Un tavolo di crisi permanente per fare fronte comune, monitorare l’evoluzione sociale della crisi e individuare percorsi per la ripartenza post emergenza sanitaria. A lanciare l’appello è la Camera del lavoro di Pachino, e il messaggio è indirizzato alla classe politica cittadina che inizia a scaldare i motori in vista delle elezioni amministrative previste nella primavera 2021, dopo più di due anni di commissariamento, ma anche alle forze istituzionali, economiche, sindacali e sociali, sia di Pachino che di Portopalo.

A quanti in questi giorni – ha dichiarato il segretario della Cgil, Antonio Armone – hanno pensato, o stanno prendendo in seria considerazione la possibilità di intraprendere l’esperienza per la futura guida della città di Pachino, affinché condividano l’idea e la proposta della Cgil sulla possibilità della costruzione di un tavolo di crisi permanente, attorno al quale collocare i protagonisti politici, sociali, istituzionali ed economici del territorio, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione sociale della pesante e non più latente crisi, per far fronte in maniera positiva al trauma che ci ha imposto Covid-19 e individuare percorsi virtuosi di prospettiva di cambiamento nella ripartenza”.

Il messaggio specifico indirizzato alla politica è quello “di dare un forte segnale di esistenza in vita – ha sottolineato Armone – costruendo alleanze in grado di saldare le forze e le persone al territorio in un’ottica di crescente sviluppo realmente sostenibile, compatibile con l’ambiente, la sicurezza, la salute dei lavoratori, degli anziani e di tutti i cittadini”.

Pochi giorni fa si è riunito il direttivo provinciale della Cgil ed è stata analizzata la situazione politica, economica e sindacale della provincia. Dalla relazione del segretario generale Roberto Alosi il quadro che ne viene fuori è fortemente allarmante. Oltre al settore dell’industria che coinvolge la zona nord della provincia, il tracollo è particolarmente visibile nel commercio, l’artigianato, l’edilizia, l’agricoltura e il turismo in particolare per la nostra zona.

Dai dati emersi nel Siracusano, il 15% delle famiglie della provincia di Siracusa è già precipitato in povertà assoluta e lo scenario segna un crollo del Più della provincia del 25%.

Non conosciamo i dati riferiti per Pachino e Portopalo – ha continuato Armone – e auspichiamo che quanto prima gli amministratori pro tempore dei rispettivi comuni li rendano disponibili e accessibili, così come hanno fatto i loro predecessori”.

Tra le attività che la Cgil ha in cantiere l’organizzazione di un seminario socio-economico sui dati riguardanti, appunto, il territorio dei due comuni.


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