Pachino, le scuole cittadine si mobilitano per salvare il “Bartolo” a rischio sgombero e smembramento

Domani pomeriggio vertice in viale Aldo Moro per stabilire la data dell’iniziativa

Le scuole cittadine insieme per salvare l’istituto superiore “Michelangelo Bartolo”, a rischio sgombero. Dirigenti, studenti, docenti, personale e famiglie degli istituti comprensivi e superiori della città hanno deciso di fare fronte comune, per manifestare il disagio di una intera comunità di fronte alla grottesca situazione in cui si trova lo storico istituto pechinese. Il Libero consorzio non paga il canone di affitto del plesso centrale di viale Aldo Moro da diversi anni e i proprietari hanno avviate una azione legale, con il risultato che c’è una sentenza di sgombero fissata per il 24 ottobre scorso e prolungata all’8 novembre.

Due settimane fa, dopo mesi di proteste e un sit in degli studenti davanti al palazzo della prefettura di Siracusa, è giunta una comunicazione dall’assessorato regionale agli Enti locali, in cui si annunciava lo stanziamento di 1,2 milioni di euro al Libero consorzio di Siracusa per garantire il diritto allo studio. Somma che non risolverà i problemi della scuola pachinese. Domani pomeriggio è previsto un vertice delle scuole cittadine: si stabilirà il giorno in cui studenti, insegnanti e famiglie scenderanno in strada a manifestare. Le polemiche non si placano, e gli stessi insegnanti chiedono soluzioni per salvare il “Bartolo”. 

Circa 700 alunni che rischiano in questi giorni di non essere più garantiti nel loro diritto allo studio e di ritrovarsi sulla strada – è il messaggio lanciato dall’insegnante Giuseppe Vassalli -. L’intervento economico indirizzato dalla Regione alla Provincia (di cui si è parlato tanto in questi giorni, senza peraltro avere ancora notizie sul loro reale utilizzo) non solo risulta essere insufficiente, ma continua a non offrire una soluzione definitiva, lasciando la scuola in condizione di assoluta precarietà.

Il libero Consorzio di Siracusa l’unica soluzione che sta cercando è lo smembrato dell’istituto in tanti plessi o addirittura i doppi turni. Praticamente l’ingestibilità della scuola e la sua morte certa, diluita in poco tempo. Nessuno delle autorità competenti ha lasciato un margine di possibilità per trovare soluzioni definitive. Non essendoci alternative sul territorio di altri locali in grado di ospitare una scuola di questa entità, si tratterebbe di acquistare il locale per dare sicurezza e stabilità alla scuola”.


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